Ordine di Malta, il 7 novembre l’elezione del Gran Maestro

Annunciata la data delle riunione del Consiglio Compito di Stato per l’elezione del successore di Fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguineto. A che punto sarà la riforma?

La Villa Magistrale, dove si terrà il prossimo 7 novembre il Gran Consiglio Compito che porterà all'elezione del nuovo Gran Maestro o Luogotenente del Sovrano Militare Ordine di Malta
Foto: SMOM
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Sarà il 7 novembre che il Consiglio Compito di Stato del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) si riunirà per eleggere il Gran Maestro o il Luogotenente di Gran Maestro. Dopo la morte improvvisa di Fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto lo scorso 29 aprile, nel mezzo di una riforma ancora incompleta, lo SMOM si trova così a dover cominciare le procedure per una nuova fase. Alcuni sperano che la riforma sarà finalizzata prima dell’elezione. Da vedere se ci si riuscirà.

Dalla morte del Gran Maestro, lo SMOM è letto da Fra’ Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas, luogotenente interinale. L’emergenza del COVID 19, che ha portato anche a varie restrizioni negli spostamenti, ha reso difficili tutte le operazioni.

Seconod l’articolo 23 della Carta Costituzionale dello SMOM, i Membri della Prima Classe che partecipano al Consiglio Compito di Stato si riuniscano nel pomeriggio del 7 novembre per proporre una terna di candidati.

L’8 novembre, il Consiglio Compito di Stato comincerà la giornata con la Santa Messa, e poi si procederà alle elezioni. È possibile eleggere un Gran Maestro, che è un incarico a vita, oppure un Luogotenente del Gran Maestro, che ha gli stessi poteri del Gran Maestro, ma il cui incarico dura un anno. Fra’ Dalla Torre era stato eletto Luogotenente del Gran Maestro, per poi essere confermato Gran Maestro l’anno successivo.

Il Consiglio Compito ha il solo compito di eleggere il Gran Maestro o il Luogotenente, e si scioglie dopo l’elezione.

La morte del Gran Maestro Dalla Torre ha lasciato sospesa la riforma della Carta Costituzionale del Codice dell’Ordine di Malta, tuttora in corso, e portata avanti insieme Sovrano Consiglio, il gabinetto di governo dell’Ordine di Malta, i cui vertici sono stati rinnovati lo scorso anno.

Tra le possibili novità, c’è anche la caduta di alcune delle limitazioni all’elezione del Gran Maestro, dal suo essere cavaliere professo (ovvero con i tre voti di castità e obbedienza) al fatto che questi debba avere quattro quarti di nobiltà.

E qui va data una spiegazione più “tecnica”. L’Ordine di Malta è composto di tre ceti. Il primo è costituito dai cavalieri di giustizia, detti anche professi, e i cappellani conventuali professi che devono emettere la professione dei voti di povertà castità e obbedienza, e che sono religiosi a tutti gli effetti.

Il secondo ceto è quello di obbedienza. Gli appartenenti al secondo ceto si obbligano ad una vita di perfezione cristiana, secondo il proprio Stato, nello spirito dell’ordine e nell’ambito delle sue opere.

Infine, il “terzo ceto” costituito da membri laici che non emettono voti religiosa, né promessa.

Per essere ammessi nell’Ordine, sia come Cavalieri di Giustizia e sia come Cavalieri di Onore e Devozione, occorre dimostrare la nobiltà dugentenaria di quattro quarti, cioè del padre, della madre, dell’avola paterna e dell’avola materna. Era stato anche proposto che la norma dei quarti di nobiltà fosse emendata, per ampliare il possibile bacino di scelta del Gran Maestro, ma questa norma non è mai stata approvata.

Solo chi appartiene al primo ceto può finora essere eletto Gran Maestro.

L’art. 13 della Carta Costituzionale dell’Ordine oggi in vigore, infatti, spiega che “il Gran Maestro è eletto a vita… tra i Cavalieri Professi, con almeno dieci anni di Voti Perpetui, se di età inferiore ai cinquanta anni; per i Cavalieri Professi di età superiore, membri dell’Ordine da almeno dieci anni, sono sufficienti tre anni di Voti Perpetui. Il Gran Maestro e il Luogotenente di Gran Maestro devono avere i requisiti nobiliari prescritti per la categoria dei Cavalieri di Onore e Devozione.”

I requisiti sono: 4/4 di nobiltà per 200 anni, oppure 250 anni di nobiltà per la linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per un’ava, oppure: 300 anni linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per un’ava, oppure: 350 anni, linea paterna oltre a 200 anni di un altro quarto, oppure: 450 anni linea paterna.
Per la riforma, sono state organizzate commissioni e anche un seminario, ma ancora tutto è da definire. L’idea è di finalizzare la riforma prima della riunione del Gran Consiglio, che possa estendere anche l’eleggibilità ai Cavalieri di grazia e devozione, che allenta un po’ le caratteristiche “nobiliari” e per mette una base elettorale maggiore. Sono circa 50 i membri che hanno questi requisiti, su 13 mila membri dell’Ordine, e molti di questi sono ultra-ottuagenari.

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