OWL, la Biblioteca Vaticana e la "civetta che vede nel buio dei secoli"

Il frontespizio della news letter della BAV OWL
Foto: OWL
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“Sono lieto di affidare questo evento alla Civetta, il mio uccello preferito, capace di leggere nonostante il buio dei secoli”. Con questo saluto, il Bibliotecario della Biblioteca Vaticana inizia un nuovo rapporto con gli amici della BAV: una news letter che si chiama OWL.

Civetta appunto, o gufo,  Online Window into the Library il nome della pubblicazione della “Biblioteca, diventata nei secoli un tesoro apprezzato in tutto il mondo, è stata fondata proprio per rendere accessibili a tutti i libri e i documenti un tempo riservati ai pontefici e alla Curia” come spiega il prefetto Pasini.

“Con tale spirito questi 'avvisi' forniranno notizie sulla Biblioteca e le sue collezioni, in modo da condividere le attività e le iniziative dell’Istituzione con amici e sostenitori. Appuntamenti regolari includeranno: comunicazioni del Prefetto, approfondimenti sulle collezioni, fatti storici e aneddoti sull’Istituzione,e altro ancora. I lettori di OWL saranno informati sulle ultime iniziative della Biblioteca. E’ un grande piacere condividere questo sguardo speciale sulla Vaticana con tutti voi”.

In effetti di news ce ne sono di interessanti, oltre le visite illustri come Carlo e Camilla, o le partecipazioni a congressi scientifici, ci sono notizie anche sulle nuove acquisizioni come

Le foto e i diari di viaggio della studiosa Jeanne Bignami Odier (1904-1989), “che vanno ad aggiungersi e arricchire la serie dei documenti già donati all’Istituzione dalla studiosa poco prima della morte; un altro nucleo delle carte Bignami Odier è stato versato alla Biblioteca nel 2015.

Jeanne Odier, coniugata Bignami, fu collaboratrice della Biblioteca Vaticana dalla fine di ottobre del 1929. Mons. Eugène Tisserant (1884-1972), Pro-Prefetto della Vaticana dal dicembre 1930, e successivamente, dal 1957, cardinale Bibliotecario, la definì “an efficient collaborator”. Nell’ambito di una serie di progetti attivati dall’Istituzione con il sostegno del Carnegie Endowment for International Peace, che prevedeva, tra l’altro, la redazione di un Indice dei manoscritti, Jeanne Odier si occupò, insieme a un gruppo di persone, quasi tutte donne (nel corso della realizzazione del progetto, furono ventisette le studiose che vi presero parte, le prime donne a prestare la loro opera in Vaticana), di redigere le schede catalografiche dei manoscritti.

Come le altre giovani colleghe paleografe mantenne la collaborazione fino al 1945.

Nei decenni successivi continuò a frequentare la Biblioteca come studiosa. A Jeanne Bignami Odier si deve, tra l’altro, una Guide au Département des manuscrits de la Bibliothèque du Vatican , Paris 1934; e la monografia La Bibliothèque Vaticane de Sixte IV à Pie XI. Recherches sur l’histoire des collections de manuscrits  (Studi e Testi) 1973, testo fondamentale per un approccio storico sulla formazione delle collezioni della Biblioteca. In seguito a quest’ultima pubblicazione la studiosa è stata definita “the modern historian of the Vatican Library”.

La bella raccolta fotografica appena ricevuta, dono del figlio della signora Bignami Odier, Giorgio, si compone di 2.454 documenti (1.607 schede documento, 3.658 file di immagine).

È divisa in quattro serie che riguardano: viaggi, vacanze, visite culturali, escursioni, compiuti da Jeanne Odier, da Francesco Bignami e dai loro figli, dal 1920 agli anni Settanta; attività, incontri e avvenimenti di natura professionale di Jeanne Odier, di Francesco Bignami e di personaggi e parenti delle rispettive famiglie d’origine, dalla fine degli anni Settanta del XIX secolo al 1960; famiglia, avvenimenti familiari, gli amici, dagli ascendenti Odier e Bignami della seconda metà del XIX secolo ai discendenti, fino agli anni Ottanta del XX secolo”.

Un news letter tutta da leggere con lo spirito curioso e attento della civetta.

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