Papa Francesco, il seme della pace chiede di smilitarizzare il campo del cuore

La riflessione del Papa alla preghiera dell' Angelus

Piazza San Pietro all' Angelus
Foto: Vatican Media
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"Le Beatitudini di Gesù che sono la carta d’identità dei santi,(…) parlano di una vita controcorrente e rivoluzionaria!" Papa Francesco lo ribadisce prima della preghiera dell' Angelus in questa giornata di festa per la gloria di tutti santi. 

Non "immaginette" quindi. E fa un esempio molto attuale il Papa parlando degli operatori di pace: "tutti desideriamo la pace, ma spesso quello che vogliamo è stare in pace, essere lasciati in pace, non avere problemi ma tranquillità. Gesù, invece, non chiama beati quelli che stanno in pace, ma quelli che fanno la pace, i costruttori, gli operatori di pace. Infatti, la pace va costruita e come ogni costruzione richiede impegno, collaborazione, pazienza". 

La pace non arriva con la forza e la potenza "per Gesù è il contrario. La sua vita e quella dei santi ci dicono che il seme della pace, per crescere e dare frutto, deve prima morire. La pace non si raggiunge conquistando o sconfiggendo qualcuno, non è mai violenta, non è mai armata".

La strada che indica il Papa è quella di "disarmare il cuore" perché " siamo tutti equipaggiati con pensieri aggressivi e parole taglienti, e pensiamo di difenderci con i fili spinati della lamentela e con i muri di cemento dell’indifferenza" Occorre "smilitarizzare il campo del cuore" "stando davanti alla sua Croce, che è la cattedra della pace".

Ecco allora la domanda per tutti: "Lì dove viviamo, studiamo e lavoriamo, portiamo tensione, parole che feriscono, chiacchiere che avvelenano, polemiche? Oppure apriamo la via della pace: perdoniamo chi ci ha offeso, ci prendiamo cura di chi si trova ai margini, risaniamo qualche ingiustizia aiutando chi ha di meno?" E ancora una domanda: "conviene vivere così? Non è perdente? È Gesù a darci la risposta: gli operatori di pace «saranno chiamati figli di Dio»: nel mondo sembrano fuori posto, perché non cedono alla logica del potere e del prevalere, in Cielo saranno i più vicini a Dio, i più simili a Lui. Ma, in realtà, anche qui chi prevarica resta a mani vuote, mentre chi ama tutti e non ferisce nessuno vince: come dice il Salmo, “l’uomo di pace avrà una discendenza”". 

Il Papa ha ricordato il viaggio in Bahrein che inizia il 3 novembre sottolinenando che è all'insegna del diaologol della fraternità e della pace "di cui il nostro tempo ha estremo bisogno". 

Un saluto ai partecipanti alla Corsa dei Santi, un pensiero per la pace nella "martoriata Ucraina" e infine l'invito per domani a pregare per i fedeli defunti hanno concluso l'appuntamento del Papa.

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