Papa Francesco a Camerino, la prima tappa tra le gente e poi la visita in cattedrale

Papa Francesco a Camerino
Foto: Vatican Media
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La prima tappa è tra la gente delle casette prefabbricate che ospitano ci è rimasto senza case.

Gente semplice che accoglie il Papa senza nessun tipo di formalità e Francesco ascolta ogni parola di gente anziana che magari racconta che aveva una pizzeria a Roma,  o famiglie giovani con un cagnolino simpatico. Belle casette ordinate e accoglienti ma certo non sono le case di famiglia.

La gente dice al Papa: lei ci da tanta speranza! E Il Papa risponde: non si deve perdere mai la speranza. Poi l’immancabile selfie. Uno addirittura lo fa proprio il fotografo dell’ Osservatore Romano con il telefono di un giovane tanto emozionati.

Fiori, giardini, intorno a questo quartiere di Strutture abitative emergenziali in località Cortine.

La città di Camerino non è lontana, ma soprattutto per gli anziani è una realtà di sradicamento. Il Papa parla sempre di speranza a persone che vedono in questa visita “ il più bel dono che la vita ci ha fatto” e magari offrono da bere al Papa e ai suoi accompagnatori.

Tra loro anche un giovane di una associazione di sostegno per gli anziani nel dopo terremoto.

Una vecchietta di 92 anni offre al Papa una crostata. Sono soprattutto gli anziani a sentire che è un giorno speciale, qualcuno chiede e ottiene una benedizione.

Fuori, dietro una recinzione, gli altri, quelli da cui il Papa non è andato, perché le case sono tante, la gente è tanta.

Allora il Papa saluta tutti: avrei voluto salutare tutti ma non  stato possibile prego per voi perché si risolva, grazie della pazienza e del coraggio.

Poi passa a salutare le gente lungo le transenne, qualche scout e alcuni abitanti del villaggio SAE.

Francesco era atterrato al Campo Sportivo dell’ Università di Camerino verso le 8.30.

Dopo la visita alle case si è recato alla cattedrale nel centro della città che porta le ferite del sisma. Per entrare accompagnato dai vigili del fuoco il Papa ha indossato un casco di protezione fati apposta per lui. Prega davanti ad una immagine di Maria mutilata dal terremoto. 

Anche in centro in molti lo attendevano per salutarlo lungo le transenne in attesa della celebrazione della messa.

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