Papa Francesco a Iasi, nel cuore cattolico della Romania

La Cattedrale di Santa Maria Regina di Iasi
Foto: Wikimedia Commons
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Il cuore cattolico della Romania è una diocesi che conta quasi 4 milioni e 700 mila abitanti, di cui il 5,6 per cento sono cattolici. Non è un numero piccolo, in Romania. Ma la zona ha una tradizione cattolica che affonda le radici nel territorio di quella che un tempo era la Valacchia Minore, e ora si chiama Moldova, che ha visto la prima diocesi fondata già nel 1227. Papa Francesco sarà lì per un breve appuntamento, l’1 giugno. Ma sarà un appuntamento molto significativo.

Perché quello a Iasi sarà un incontro mariano con i giovani. Ed era questo un sogno di Giovanni Paolo II. “Non possiamo dimenticare – dice padre Daniel Iacobut, organizzatore liturgico della visita – che l’incontro di Papa Francesco con i giovani rappresenta la realizzazione di un desiderio di San Giovanni Paolo II venti anni fa”.

Giovanni Paolo II infatti “avrebbe voluto incontrare i giovani, cosa che non era possibile. Lo disse nel suo ultimo discorso in Romania, rivolgendosi direttamente ai giovani dall’aeroporto”.

L’incontro è definito “incontro mariano di giovani e famiglie”. E c’è un motivo preciso, dice padre Iacobut, perché “i giovani che desideravano incontrare Giovanni Paolo II nel 1999 sono i padri e le madri di famiglia di oggi, che, insieme ai loro figli, molti dei quali adolescenti, saranno presenti alla riunione di Iasi con Papa Francesco”.

È proprio vero quello che ha spiegato l’arcivescovo di Bucarest Ioan Robu: “Papa Francesco viene per completare il viaggio di San Giovanni Paolo II”.

Nella terra di Moldova, hanno lavorato come missionari francescani, gesuiti e domenicani provenienti da Italia, Polonia e Ungheria. A partire dal 1818 e fino al 1884, a Iasi è stato stabilito il vicariato apostolico di Moldova, che poi è diventato diocesi nel 1884, su decisone di Papa Leone XIII con la lettera “Quae in Christiani Nominis Incrementum”.

C’è fermento, a Iasi, per questo breve incontro di Papa Francesco in città. Papa Francesco sarà prima nella cattedrale, dove benedirà 800 anziani e venererà l’icona del Beato Anton Durcovici (1888 – 1951) che fu vescovo di Iasi dal 1947 alla sua morte.

La vita del vescovo Durcovici rappresenta anche una sorta di ponte con il primo giorno di viaggio, nella città di Bucarest, dove il beato ha vissuto gran parte della sua vita.

Fu a Bucarest che Durcovici ebbe il suo primo incarico, come professore e prefetto dei giovani seminaristi nel seminario dello Spirito Santo. Arrestato durante la Prima Guerra Mondiale per le sue origini austriache e tedesche, poté tornare nella capitale anche grazie all’intervento del re.

E fu a Bucarest che continuò la sua carriera ecclesiastica, con responsabilità sempre maggiori, ma anche con l’impegno nella Congregazione Mariana a Bucarest (di cui fu presidente), e con l’Associazione delle Madri Cristiane e dell’Azione Cattolica, e direttore nazionale della Congregazione dell’Immortale Gesù Cristo in famiglie cristiane.

Tra il 1934 e il 1944, il Beato Durcovici fu coordinatore della rivista “New Lighthouse”, una pubblicazione a cura dell’arcidiocesi di Bucarest.

Nel 1947, Pio XII lo nominò vescovo di Iasi. E un tale impegno culturale non poteva essere passato inosservato al regime comunista, che infatti si oppose alla sua consacrazione episcopale. Ma questa avvenne lo stesso il 5 aprile 1948. Fu arrestato nel 1949, mentre era a Bucarest, e fu messo in massima sicurezza nel 1950. Morì in un carcere comunista il 10 dicembre 1951.

Non è la sola storia di martiri che si trova a Iasi. Anche Veronica Antal, la “Maria Goretti romena” proveniva dalla diocesi di Iasi.

Si aspettano 60 mila persone a Iasi per l’incontro. E molte le autorità. Tra queste, il presidente romeno Klaus Johannis e il primo ministro Viorica Dancila.

Sarà una grande festa. Aurel Perca, vescovo ausiliare di Iasi, ha annunciato che la diocesi ha preparato “sciarpe, una borsa del pellegrino, magneti, portachiavi, tazze, spille, magliette con l’immagine del Papa ed edifici di Iasi”.

Saranno 4 mila le bandiere distribuite. Ma non tutto è festa. Anzi. La diocesi di Iasi ha messo su un programma di formazione intensiva, su cui sono stati discussi “La sfida della Comunione”, “Giovani nelle visioni” e “Sotto la protezione dei giovani di Nazareth”.

Sono, questi incontri, il segno che il cuore cattolico della Romania aspetta Papa Francesco con grande consapevolezza.

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