Papa Francesco ai genitori: “Alimentate sempre la fiducia nei confronti della scuola"

Papa Francesco incontra le famiglie dell'AGE, aula Paolo VI, 7 settembre 2018
Foto: Vatican Media / ACI Group
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La Chiesa ha anche il compito di “eliminare la solitudine educativa delle famiglie”, ed è per questo che Papa Francesco la schiera a fianco dell’Associazione Italiana Genitori, chiedendo loro di alimentare la fiducia nella scuola e a considerare i maestri come alleati.

I membri dell’associazione, circa 1200 da 12 regioni di Italia, sono a Roma per celebrare i 50 anni di vita. Fondata sotto Paolo VI nel 1968, l’A.Ge. opera – si legge in un comunicato diffuso dalla stessa associazione - “con i genitori e per i genitori” nel sostenere la “genitorialità in tutti suoi aspetti”, dall’accoglienza dei figli alla responsabilità dell’educazione.

Papa Francesco loda l’impegno dell’associazione, nota che molte energie sono dedicate ad affiancare i genitori nel compito educativo, e in particolare nella scuola, e sottolinea che “il patto educativo è in calo”.

Insomma - afferma il Papa – “la famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro degli insegnanti, spesso mal pagati, e questi avvertono come una fastidiosa invadenza la presenza dei genitori nelle scuole, finendo per tenerli ai margini o considerarli avversari”.

Papa Francesco invita i genitori a fare il primo passo, coltivando e alimentando la fiducia “nei confronti di scuola ed insegnanti”, perché altrimenti i genitori rischiano di rimanere “soli nella vostra azione educativa”, diventando sempre meno in grado di affrontare sfide che “vengono dalla cultura contemporanea, dalla società, dai mass media, dalle nuove tecnologie”.

Papa Francesco poi aggiunge a braccio: "Vi racconto un aneddoto. Io avevo dieci anni e ho detto una cosa brutta alla maestra. La maestra ha chiamato mia mamma. Il giorno dopo, è venuta mia mamma e ha parlato con la maestra, e poi (mia mamma) mi ha chiamato e davanti la maestra mi ha rimproverato e mi ha detto: ‘Chiedi scusa alla maestra’. Io l’ho fatto. Poi la mamma: ‘Bacia la maestra’. Poi sono arrivato a casa, felice, finita la storia? No, non era finita! Il secondo capitolo è quando sono tornato a casa. Questo si chiama ‘collaborazione nell’educazione di un figlio, fra la famiglia e gli insegnanti".

Sono dunque i genitori, con la loro “presenza responsabile e disponibile”, a riconoscere “alle famiglie il ruolo primario nell’educazione e nell’istruzione dei bambini e dei giovani”, perché i genitori hanno bisogno degli insegnanti, ma la scuola ha bisogno dei genitori, e in generale per educare un bambino ci vuole la “collaborazione tra le diverse componenti della comunità educativa”.

Il Papa poi sottolinea che anche la Chiesa ha il compito di “contribuire ad eliminare la solitudine educativa delle famiglie”, e per questo è al fianco dei genitori “nella missione di educare i vostri figli e di rendere tutta la società un luogo a misura di famiglia, affinché ogni persona sia accolta, accompagnata, orientata verso i veri valori e messa in grado di dare il meglio di sé per la crescita comune”.

Papa Francesco sottolinea che la forza dell’associazione viene non solo dal suo essere persone “che si uniscono non contro qualcuno, ma per il bene di tuti”, ma anche dal legame con la comunità cristiana. Infine, invita i genitori a custodire il dono dei figli “con impegno e generosità, lasciando ad essi la libertà necessaria per crescere e maturare come persone a loro volta capaci, un giorno, di aprirsi al dono della vita”.

Conclude il Papa: “L’attenzione con cui, come associazione, vigilate sui pericoli che insidiano la vita dei più piccoli non vi impedisca di guardare con fiducia al mondo, sapendo scegliere e indicare ai vostri figli le occasioni migliori di crescita umana, civile e cristiana”.

Aggiunge Papa Francesco: "Insegnate ai vostri figli il discernimento morale, il discernimento etico, che questo è buono e questo è cattivo. Ma questo si impara a casa, e si impara a scuola, in tutte e due!"

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