Papa Francesco ai giovani di Taizé: “Voi siete l’adesso di Dio”

Una delle veglie dei giovani di Taizé
Foto: Taizé
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Papa Francesco scrive ai giovani di Taizé, sottolinea che loro sono “l’adesso di Dio”, e li invita a “scoprire insieme quanto il radicamento nella fede vi chiama e vi prepara ad andare verso gli altri, a rispondere alle nuove sfide delle nostre società, in particolare i pericoli che pesano sulla nostra casa comune”.

Per il tradizionale “incontro europeo” del 2019 (il 42esimo), la comunità di Taizé ha scelto Breslavia, Wroclaw in Polacco. Si incontrano, dunque, nella Breslavia che fu destinazione di un Congresso Eucaristico internazionale, città che fu tedesca e poi divenne polacca, tesa ad Ovest ma popolata dopo la guerra da sfollati dell’Est. La città da dove partì la riconciliazione tedesco-polacca. Tema dell’incontro “Sempre in cammino, mai sradicati”.

L’incontro dura dal 28 dicembre all’1 gennaio, e raduna circa 15 mila ragazzi, provenienti da tutta Europa, polacchi e ucraini su tutti, ma anche ragazzi dal Libano e dal Giappone. Sono giovani che appartengono a tutte le confessioni cristiane, come è tradizione di Taizé, e i giovani saranno ospitati – come tradizione – da famiglie o persone anziane.

Tra i molti messaggi augurali, anche quello di Papa Francesco, con un messaggio firmato dal Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Nel messaggio, si ricorda quanto scritto nella Christus Vivit, ovvero che “le radici non sono ancore che ci legano ad altre epoche e ci impediscono di incarnarci nel mondo attuale per far nascere qualcosa di nuovo”, ma piuttosto qualcosa che ti porta a cercare nuove sfide.

Per questo, Papa Francesco sottolinea che “cercando con molti altri scoprirete che c’è molta gioia nel mettersi in cammino, a volte, come Abramo, senza conoscere la destinazione in anticipo”.

Papa Francesco invita, dunque, ad essere “sempre pronti per i nuovi inizi, per testimoniare il Vangelo ed essere pienamente presenti a coloro che vi circondano, specialmente ai più poveri e i più svantaggiati”.

Papa Francesco chiede di non aspettare “fino a domani per collaborare alla trasformazione del mondo con la vostra energia, con la vostra creatività. Voi siete l’adesso di Dio, che vi vuole fecondi!”

Il Cardinale Parolin assicura la vicinanza di Papa Francesco ai giovani di Taizé, nota che “la Polonia è un paese che affonda le sue radici nella fede” e rimarca che “sono queste radici che hanno permesso a queste persone di resistere alle grandi prove, quando la speranza è stata infranta. Lo scoprirete: c’è molto da imparare da coloro che sono rimasti fedeli a Cristo quando la tentazione era di cedere per allentare. Questi cristiani hanno osato credere in un altro futuro”.

Hanno inviato messaggi anche il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, il Patriarca di Mosca Kirill, l’arcivescovo anglicano di York e primare di Inghilterra, John Sentamu, il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, Rev. Olav Fykse-Tveit, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e per la prima volta la neo presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

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