Papa Francesco alla società occidentale: attenzione il benessere è suicida

Papa Francesco nella udienza agli scalabriniani
Foto: Vatican Media
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“È vero che oggi c’è un’ondata di chiusura verso lo straniero, e ci sono anche tante situazioni di tratta delle persone straniere: si sfrutta lo straniero”. Papa Francesco lo ha ribadito lunedì mattina nella udienza al Capitolo degli Scalabriniani dopo aver consegnato il testo preparati.

Una riflessione e la risposta a qualche domanda. I migranti, ha detto il Papa ricordando la vita della sua famiglia, “costruiscono un Paese; come hanno costruito l’Europa. Perché l’Europa non è nata così, l’Europa è stata fatta da tante ondate migratorie durante i secoli”.

Poi il Papa ha detto che il “ “benessere” è suicida, perché ti porta a due cose. A chiudere le porte, perché non ti disturbino: soltanto quelle persone che servono per il mio benessere possono entrare. E da un’altra parte, per il benessere, non essere fecondi. E noi abbiamo oggi questo dramma: di un inverno demografico e di una chiusura delle porte”.

Non si può essere “padroni dell’immigrazione, quelli che sanno di più delle migrazioni” ha detto il Papa ai missionari scalabriniani: “Occorre avere, nella vostra esperienza religiosa, questa esperienza: di essere anche voi migranti, almeno migranti culturali”.

Fondamentale il tempo per la preghiera ha ricordato il Papa, e si può essere “migranti nella preghiera, bussare alla porta per essere ricevuto dal Signore: questo è un aiuto molto importante”.

Francesco ha ricordato la carovana che va dall’Honduras agli Stati Uniti, perché “il migrante di solito cerca di andare in gruppo. A volte deve andare solo, ma è normale ammucchiarsi, perché ci sentiamo più forti nella migrazione. E lì c’è la comunità” e allora anche voi dice, “Sentitevi migranti. Sentitevi, sì, migranti davanti ai bisogni, migranti davanti al Signore, migranti fra voi”.

Il Papa ha sottolineato anche che i “coraggiosi, sanno rischiare. La prudenza in voi ha un’altra tonalità rispetto alla prudenza di un monaco di clausura: sono prudenze diverse. Ambedue virtù, ma con coloriture diverse. Rischiare”.

Rispondendo ad alcune domande Papa Francesco ha detto per affrontare le difficoltà e scegliere la missione ci sono due parole chiave:  “il magis, sempre di più, sempre di più, perché Dio ti attrae così. Andare di più. Andare senza stancarsi di andare oltre, oltre, verso nuove frontiere. Questa è una dimensione di una buona scelta. E l’altra è una frase che nella prima parte della Summa Teologica San Tommaso dice, un “motto”, in latino è: “Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est”. “Non essere soggetto alle cose grandi, e tuttavia tenere conto delle più piccole, questo è divino”.”  E poi bisogna saper congedarsi: “ arrivato il momento che Dio chiede per l’obbedienza a Lui, o l’obbedienza tramite i superiori, di congedarsi, farlo. Congedarsi non è facile”.

Il Papa ha riflettuto anche sul dramma dei migranti che non possono tornare nella loro terra nemmeno per seppellire i genitori. “I cattolici non tanto fedeli,- ha detto il Papa- quelli a cui piace guardare avanti, possono avere la tentazione di dimenticarsi dei genitori, e non portarli” e ricordando una storia della sua infanzia il Papa ha aggiunto: “il popolo fedele di Dio ama i genitori, ama i vecchi. La società di oggi, in generale, questa cultura, corre il pericolo di considerare i vecchi come materiale di scarto. Quando non li lascia andare verso tante forme di eutanasia mascherata, come sono quelle di non dare le medicine giuste, o darne di meno perché sono costose, e così muoiono prima”. E il Papa ha concluso:  “sono i migranti in primo luogo a essere in grado di lavorare con i migranti. Migranti di Dio, migranti con la comunità, migranti di una città, che si siedono sulla strada. E con il fatto che siamo migranti di Dio che portano cose concrete alla preghiera: quella preghiera è combattere, combattere con Dio! E se combatti, tira fuori le cose. Diglielo: coraggio”.

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