Papa Francesco all’Angelus: “L’Eucarestia fa la Chiesa”. Appello per la Libia

Dopo la Messa per il Corpus Domini,l’Angelus, al termine del quale il Papa fa un appello per la drammatica situazione in Libia

Papa Francesco nella benedizione al termine di un Angelus
Foto: Vatican Media
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La drammatica situazione in Libia è stata al centro di un accorato appello di Papa Francesco dopo la preghiera dell’Angelus. Il Papa ha chiesto la cessazione delle violenze nel Paese e ha pregato per la situazione di migranti e sfollati. Il commento al Vangelo del giorno si è invece concentrato su due caratteristiche dell’Eucarestia: il suo effetto mistico e spirituale e il suo effetto comunitario.

L’effetto mistico – ha spiegato Papa Francesco – consiste nella “unione con Cristo, che nel pane e nel vino si offre per la salvezza di tutti”. Il Papa specifica che “Gesù è presente nel sacramento dell’Eucarestia per essere il nostro nutrimento” e “diventare quella “forza rinnovatrice che ridona energia e voglia di rimettersi in cammino, dopo ogni sosta e caduta”.

Eppure, aggiunge Papa Francesco, questa possibilità “richiede il nostro assenso, la nostra disponibilità a lasciar trasformare noi stessi, il nostro modo di pensare e di agire; altrimenti le celebrazioni eucaristiche a cui partecipiamo si riducono a dei riti vuoti e formali”.

Chiosa il Papa: "Tante volte qualcuno va a Messa perché si deve andare, come un atto sociale. Rispettoso, ma sociale. Ma il mistero è un’altra cosa: è Gesù presente che viene per nutrirci".

Quindi, l’effetto comunitario, che riguarda “la comunione reciproca di quanti partecipano all’Eucarestia, al punto di diventare tra loro un corpo solo, come unico è il pane che si spezza e si distribuisce”.

Per questo, aggiunge Papa Francesco, “non si può partecipare all’Eucaristia senza impegnarsi in una sincera fraternità vicendevole”. Il Papa afferma che Dio sa che le sole forze umane “non bastano” perché “tra i suoi discepoli ci sarà sempre la tentazione della rivalità, dell’invidia, del pregiudizio, della divisione” ed è anche per questo motivo che “ci ha lasciato il Sacramento della sua Presenza reale, concreta e permanente, così che, rimanendo uniti a Lui, noi possiamo ricevere sempre il dono dell’amore fraterno”.

Papa Francesco spiega che rimanere nell’amore di Dio è “possibile grazie all’Eucarestia”, e il suo duplice frutto che “genera e rinnova continuamente la comunità cristiana”, perché “è vero che la Chiesa fa l’Eucaristia, ma è più fondamentale che l’Eucaristia fa la Chiesa, e le permette di essere la sua missione, prima ancora che di compierla”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Francesco lancia un appello per la situazione in Libia, particolarmente critica dopo gli attacchi di Khalifa Haftar che puntavano a rovesciare il Governo di Intesa Nazionale internazionalmente riconosciuto. Il governo ha respinto gli attacchi, ma la situazione è divenuta critica per i 700 mila rifugiati o migranti nel Paese (15 sono morti in un naufragio al largo della Libia appena nei giorni scorsi), mentre la NATO sta valutando un supporto all’UE nella regione e Russia, Turchia e Algeria si stanno proponendo in una mediazione.

Papa Francesco dice che la Libia “è stata presente nella mia preghiera in questi ultimi giorni”.

Quindi, il Papa esorta “gli Organismi internazionali e quanti hanno responsabilità politiche e militari a rilanciare con convinzione e risolutezza la ricerca di un cammino verso la cessazione delle violenze, che porti alla pace, alla stabilità e all’unità del Paese”.

Inoltre, Papa Francesco prega anche “per le migliaia di migranti, rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in Libia. La situazione sanitaria ha aggravato le loro già precarie condizioni, rendendoli più vulnerabili da forme di sfruttamento e violenza. C'è crudeltà! Invito la comunità internazionale a prendere a cuore la loro condizione, individuando percorsi e fornendo mezzi per assicurare ad essi la protezione di cui hanno bisogno, una condizione dignitosa e un futuro di speranza. Fratelli e sorelle, di questo tutti abbiamo responsabilità! Nessuno può essere dispensato!”.

Al termine dell’Angelus, Papa Francesco ha ricordato che ricorre oggi la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, una “occasione per stimolare la società ad essere solidale e sensibile a quanti hanno bisogno”.

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