Papa Francesco all’Angelus: “Preoccupiamoci se Gesù non ci mette in crisi”

Nel suo commento al brano del Vangelo, Papa Francesco si sofferma sullo scandalo dell’incarnazione e sulla reazione dei discepoli

Papa Francesco durante un Angelus
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Anche oggi, l’incarnazione di Gesù suscita scandalo. Anche oggi, il fatto che Dio ha deciso di “attuare la salvezza nella debolezza della carne umana” fa allontanare le persone incredule. Ma non ci si deve meravigliare – dice Papa Francesco – se “Gesù Cristo ci mette in crisi. Anzi, preoccupiamoci se non ci mette in crisi, perché forse abbiamo annacquato il suo messaggio”.

Penultimo Angelus di agosto, in una giornata assolatissima che non impedisce ai fedeli di arrivare in piazza San Pietro per ascoltare le parole del Papa. Il Papa ha ripreso le sue attività regolari, comprese le udienze generali. Come di consueto, le sue parole prima dell’Angelus sono il commento al Vangelo del giorno, che continuano il Vangelo di Gesù pane della vita e mostrano la reazione delle persone al miracolo dei pani e dei pesci.

Parlando del miracolo e di pesci, Gesù rivela che il pane della vita; e ha rivelato che il pane che Lui darà è la sua carne e il suo sangue”. Parole, commenta Papa Francesco, che “suonano dure e incomprensibili alle orecchie della gente”, tanto che alcuni tornano indietro. Gesù allora interpella i dodici, e riceve la risposta di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.

Papa Francesco si chiede da cosa nasca l’incredulità che porta alcuni discepoli a lasciare. “Le parole di Gesù – dice - suscitano un grande scandalo: Egli sta dicendo che Dio ha scelto di manifestare sé stesso e di attuare la salvezza nella debolezza della carne umana. L’incarnazione di Dio è ciò che suscita scandalo e che rappresenta per quella gente – ma spesso anche per noi – un ostacolo”.

Ed è un ostacolo perché “Gesù afferma che il vero pane della salvezza è la sua stessa carne” e che “per entrare in comunione con Dio, prima di osservare delle leggi o soddisfare dei precetti religiosi, occorre vivere una relazione reale e concreta con Lui”.

Per Papa Francesco, questo “significa che non bisogna inseguire Dio in sogni e immagini di grandezza e di potenza, ma bisogna riconoscerlo nell’umanità di Gesù e, di conseguenza, in quella dei fratelli e delle sorelle che incontriamo sulla

strada della vita”. Ed è perché “Dio si è fatto carne e sangue”, si è abbassato “fino a diventare uomo come noi”, e ci chiede di cercarlo “non fuori dalla vita e dalla storia, ma nella relazione con Cristo e con i fratelli”.

Anche oggi, chiosa Papa Francesco, “non è facile da accettare” la rivelazione di Dio nell’umanità di Gesù, una “scandalosità” rappresentata dal sacramento dell’Eucarestia, in quanto “che senso può avere, agli occhi del mondo, inginocchiarsi davanti a un pezzo di pane? Perché mai nutrirsi assiduamente di questo pane?”

Nota Papa Francesco: tutti acclamano Gesù al miracolo dei pani e dei pesci, ma quanto Gesù spiega che quel gesto “è segno del suo sacrificio, cioè del dono della sua vita, della sua carne e del suo sangue, e che chi vuole seguirlo deve assimilare Lui, la sua umanità donata per Dio e per gli altri, allora no, questo Gesù non va più bene”.

Conclude Papa Francesco: “Non meravigliamoci se Gesù Cristo ci mette in crisi.

Anzi, preoccupiamoci se non ci mette in crisi, perché forse abbiamo annacquato il suo messaggio! E chiediamo la grazia di lasciarci provocare e convertire dalle sue “parole di vita eterna”.

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