Papa Francesco all'Ordine di Malta: perdonate, le divisioni vengono dal Maligno

Un messaggio in occasione del Capitolo Generale dell' Ordine di Malta

Il Capitolo dei Professi dell' Ordine di Malta
Foto: www.orderofmalta.int
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“Perdonare le offese! Vi chiedo di cuore di giungere ad un sincero perdono reciproco, alla riconciliazione, dopo momenti di tensione e difficoltà che avete vissuto nel recente passato”. Così Papa Francesco saluta i partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine di Malta in un messaggio firmato il 17 gennaio. 

Uno stile che si tramuta “in fraternità vissuta, in cordialità manifestata, in reciprocità di sentimenti”.  E la sfida da affrontare dice il Papa è quella della “mentalità mondana, egoistica e oggi consumistica” che è “in netto contrasto con il Vangelo”. Il Papa ricorda essere “discepoli di Gesù” richiede “una formazione continua”.

Francesco ricorda l’impegno dell’ Ordine soprattutto a Lampedusa e in Ucraina e poi dice:

“Sono trascorsi alcuni anni da quando l’Ordine ha avuto bisogno che lo accompagnassi in un cammino che è stato a tratti impervio, ma che era necessario per giungere con amore rinnovato a servire i “signori poveri e i signori malati”. La Chiesa, che è Madre, non poteva non prendersi cura di voi, del vostro Ordine, in piena sintonia con la vostra vita e la vostra tradizione storica” e sottolinea: “come ricordavo nel Decreto del 3 settembre scorso, tanti miei predecessori sono intervenuti per accompagnarne momenti di passaggio delicati della sua vita.

La nuova Carta Costituzionale e il nuovo Codice Melitense sono il frutto di un lungo cammino, dettato da incontri e dialoghi tra le varie componenti dell’Ordine e il mio Delegato Speciale. Seppure non senza contrapposizioni, si è infine giunti alla stesura di questi due documenti, che sono fondamentali per la vostra vita personale e per il bene delle tante e meritorie opere che avete in ogni continente. Tutto l’Ordine è chiamato adesso a riflettere attentamente e scrupolosamente sul rinnovamento, contenuto nella Carta Costituzionale e nel Codice Melitense, nel solco della tradizione. Sarà questo il compito specifico per il nuovo Governo che sarà eletto”.

Poi il Papa da dei consigli ai Cavalieri di Giustizia, perché riprendano “con fervore la vita religiosa nella sua integralità, osservando fedelmente i voti solenni fatti a Dio, vivendo in comunione fraterna”.

Al Secondo Ceto il Papa chiede obbedienza e al Terzo Ceto testimonianza di vita. A tutti i volontari poi il Papa chiede spirito di comunione: “ I conflitti e le contrapposizioni danneggiano la vostra missione. La brama di potere e gli altri attaccamenti mondani allontanano da Cristo, sono tentazioni da respingere”. 

Le divisioni vengono dal Maligno, scrive il Papa, “stiamo attenti a non scendere a compromessi con il tentatore, neppure involontariamente. Lui spesso inganna sotto apparenza di bene, e ciò che può sembrare per la gloria di Dio si può rivelare una nostra vana gloria”.

Francesco richiama l’Ordine al carisma originale del Beato Gerardo, per servire i “Poveri di Nostro Signore”.

E conclude con una riflessione sulla sovranità “nota caratteristica del tutto unica di cui godete come ordine religioso, è e deve essere funzionale al servizio delle opere di misericordia che svolgete. Occorre essere vigilanti perché essa non venga distorta dalla mentalità mondana. Anche le vostre missioni diplomatiche siano strumento per l’esercizio della carità e della solidarietà”.

Infine il grazie al “Delegato Speciale e i suoi collaboratori più diretti, per tutto il lavoro svolto con pazienza e serietà, e condotto per tanto tempo fino a giungere a un risultato rispondente alle necessità dell’Ordine stesso”.

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