Papa Francesco attenti al rancore che torna come una mosca fastidiosa

Il Papa ha pregato per le vittime del campo di Moria e per il dialogo tra manifestanti e governi nel mondo

Papa Francesco
Foto: Vatican Media
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“Quanta sofferenza, quante lacerazioni, quante guerre potrebbero essere evitate, se il perdono e la misericordia fossero lo stile della nostra vita!” Quanti hanno un rancore dentro, invece “è necessario applicare l’amore misericordioso in tutte le relazioni umane: tra i coniugi, tra i genitori e i figli, all’interno delle nostre comunità e anche nella società e nella politica”.

Così Papa Francesco commenta il passo del Vangelo di Matteo proposto oggi dalla liturgia. Prima della preghiera dell’Angelus il Papa ha parlato del perdono. “Nell’atteggiamento divino - ha detto- la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia, lo sappiamo.

C’è bisogno di quell’amore misericordioso, che è anche alla base della risposta del Signore alla domanda di Pietro”. Il Papa si sofferma su una frase del Siracide: ricorda la fine e smetti di odiare.

Del resto dice il Papa meglio perdonare per essere perdonati, ma il rancore torna come una mosca fastidiosa, allora perdonare non è solo un momento ma un impegno continuo, dice il Papa.

Una parabola che ci aiuta a capire un passo del Padre Nostro dice il Papa: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. Pensa alla fine al perdono di Dio e smettila di Dio caccia via il rancore, la mosca che ritorna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati”.

Il Papa ha ricordato la grave situazione del Campo Profughi di Moria, e ha rinnovato l’appello ad una accoglienza umana e dignitosa ai profughi.

Poi ha ricordato le proteste politiche in diverse parti del mondo, esortando i dimostranti a non cedere ad aggressività e violenza e i responsabili ad ascoltare la voce dei cittadini e il rispetto dei diritti umani, e invitando le comunità ecclesiali ad operarsi in favore del dialogo e delle riconciliazione.

Un pensiero speciale anche per la Colletta di Terra Santa, compiamo un pellegrinaggio spirituale a Gerusalemme, ha detto il Papa prima di salutare i molti gruppi presenti in piazza, tra cui le comunità Laudato sì.

 

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