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Papa Francesco: “Chi riceve il corpo e il sangue di Cristo non solo mangia, viene saziato”

Dedicata al Corpus Domini la riflessione del Papa all’Angelus domenicale. Appelli per Ucraina e Myanmar

Papa Francesco, Angelus | Papa Francesco durante un Angelus | Daniel Ibanez / ACI Group Papa Francesco, Angelus | Papa Francesco durante un Angelus | Daniel Ibanez / ACI Group

saziati. Lo sottolinea Papa Francesco, nell’Angelus di oggi, che riflette sulla solennità del Corpus Domini, in Italia sposata dal giovedì alla domenica successiva.

Non c’è stata, per ragioni di salute, una celebrazione di Papa Francesco al Corpus Domini, e nemmeno la tradizionale processione da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore che però da tempo il Papa non faceva, preferendo appuntamenti in “periferie” della capitale. Al termine dell’Angelus, l’appello alla comunità internazionale per il Myanmar, e – dopo i saluti – l’ennesimo appello per l’Ucraina.

“Non dimentichiamo – dice Papa Francesco - il martoriato popolo ucraino, popolo che sta soffrendo. Io vorrei che rimanga in tutti voi una domanda: cosa faccio io oggi per il popolo ucraino? Prego? Mi do da fare? Cerco di capire? Cosa faccio io per il popolo ucraino?”

Il Vangelo del giorno è quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che preconizza l’Eucarestia, perché tutti mangiarono e furono saziati, così come – dice Papa Francesco – “chi riceve con fede il Corpo e il Sangue di Cristo non solo mangia, ma viene saziato. Mangiare ed essere saziati: si tratta di due fondamentali necessità, che nell’Eucaristia vengono appagate”.

Papa Francesco affronta questi aspetti. Il primo è quello del miracolo, una moltiplicazione che avviene “quasi riservatamente, come alle nozze di Cana”, perché “il pane aumenta passando di mano in mano”, facendo così rendere conto alla folla che “Gesù si prende cura di tutto”.

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Il Papa sottolinea che il Signore presente nell’Eucarestia fa proprio così, “ci chiama ad essere cittadini del Cielo, ma intanto tiene conto del cammino che dobbiamo affrontare qui in terra”.

Papa Francesco mette in guardia dal rischio “di confinare l’Eucaristia in una dimensione vaga, magari luminosa e profumata di incenso, ma lontana dalle strettoie del quotidiano”, e invece il Signore “prende a cuore tutti i nostri bisogni”, e così siamo chiamati a fare anche noi, tanto che “la nostra adorazione eucaristica trova la sua verifica quando ci prendiamo cura del prossimo, come fa Gesù: attorno a noi c’è fame di cibo, ma anche di compagnia, di consolazione, di amicizia, di buonumore, di attenzione”.

La sazietà, poi, non viene solo dall’abbondanza del cibo, ma anche dalla gioia e lo stupore di averlo ricevuto da Gesù, perché essere saziati significa “sapere che il nutrimento ci venga dato per amore”.

Papa Francesco spiega che “nel Corpo e nel Sangue di Cristo troviamo la sua presenza, la sua vita donata per ognuno di noi. Non ci dà solo l’aiuto per andare avanti, ma ci dà sé stesso: si fa nostro compagno di viaggio, entra nelle nostre vicende, visita le nostre solitudini, ridando senso ed entusiasmo”.

È, insomma, la presenza di Gesù a saziarci, perché “al calore della sua presenza la nostra vita cambia: senza di Lui sarebbe davvero grigia”.

Dopo l’Angelus, Papa Francesco ricorda la beatificazione, ieri, di alcuni religiosi della famiglia domenicana, “tutti uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa che si verificò in Spagna” durane la guerra civile”, e ricorda anche il X incontro mondiale delle famiglie, che avrà luogo a Roma e in forma diffusa a partire dal 22 giugno.

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Capitolo Myanmar: in una situazione di recrudescenza della violenza, in cui arrivano anche notizie di chiese bruciate, Papa Francesco guarda al grido di dolore che viene dal Myanmar proveniente da “tante persone cui manca assistenza umanitaria di base e costretti a lasciare le case”, e invita la comunità internazionale a non dimenticarsi “della popolazione birmana, perché diritto alla vita siano rispettati, come pure i luoghi di culto, le scuole, gli ospedali”.