Papa Francesco: "Combattere la povertà e costruire la pace è opera di giustizia e amore"

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
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“Il vostro impegno educativo è ospitare giovani che vivono bloccati in culture avvelenate dal dolore e dall’odio e offrire loro una sfida audace: verificare di persona se l’altro, colui o colei che sta al di là di un confine chiuso, di reticolati o muri invalicabili, sia davvero quello che tutti affermano: un nemico. In questi vent’anni avete messo a punto un metodo capace di trasformare i conflitti, facendo uscire i giovani da questo inganno e riconsegnandoli ai loro popoli per un pieno sviluppo spirituale, morale, culturale e civile: giovani generosi che, incolpevoli, sono nati col peso dei fallimenti delle precedenti generazioni”. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i membri dell’Associazione Rondine – Cittadella della Pace, in occasione del 20/mo della fondazione.

La povertà e la guerra - ha sottolineato - sono collegate in un circolo vizioso che uccide le persone, alimenta sofferenze indicibili e sparge un odio che non si ferma. Scegliendo di dedicarvi ai giovani, voi vi impegnate anche a combattere la povertà e costruire la pace, come opera di giustizia e di amore. Un’azione che alimenta la speranza e pone la fiducia nell’uomo, soprattutto nei giovani”. 

Il Papa, dopo aver ricordato la figura di Giorgio La Pira, cita il Messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace, in cui ribadisce “che la responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Ascoltandovi aggiungo: tra le parti in conflitto. Perché solo nel dialogo si crea la fiducia”.

Richiamandosi poi a Giovanni XXIII, Francesco ripete che “quando l’essere umano è rispettato nei suoi diritti fondamentali germoglia in lui il senso del dovere di rispettare i diritti altrui. Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti”.

Il Papa aderisce all’appello dei giovani della Rondine, che sarà presentato all’ONU tra pochi giorni. “La vostra voce possa essere ascoltata il prossimo 10 dicembre alle Nazioni Unite. Servono leader con una nuova mentalità. Non sono leader di pace quei politici che non sanno dialogare e confrontarsi: un leader che non si sforza di andare incontro al nemico, di sedersi con lui a tavola come fate voi, non può condurre il proprio popolo verso la pace. Per far questo occorre umiltà e non arroganza”.

“Possiate contribuire - è stato l’auspicio conclusivo di Papa Francesco - ad abbattere i muri più alti, a costruire ponti e a spazzare via i confini invalicabili, retaggio di un mondo che sta finendo Non perdete mai lo stupore e l’umiltà. Custodite la fiducia che avete maturato tra voi e trasformatela in un compito generoso di servizio al bene comune”.

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