Papa Francesco e l'angelo svelato di Betlemme

Papa Francesco durante uno dei recenti lavori della ROACO
Foto: Radio Vaticana / LOR
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È l’angelo svelato nella Natività di Betlemme il centro del breve discorso che Papa Francesco dedicata all’Assemblea della Riunione delle Opere di Aiuto della Chiese orientali (ROACO). Un angelo venuto alla luce che – dice il Papa – “ci fa pensare che anche il volto delle nostre comunità ecclesiali può essere coperto da ‘incrostazioni’ dovute ai diversi problemi e ai peccati”.

Papa Francesco si riferisce all’angelo che è stato scoperto sulla parete della navata della Basilica della Natività di Betlemme. Ce ne erano sei in mosaico, e se ne è trovato un settimo che “insieme agli altri sei – racconta il Papa – forma una sorta di processione verso il luogo che commemora il mistero della nascita del mistero fatto carne”.

Cosa fare con le comunità che hanno incrostazioni? Papa Francesco esorta a ricordare che “sotto le incrostazioni materiali e morali, anche sotto le lacrime e il sangue provocate dalla guerra, dalla violenza e dalla persecuzione, sotto questo strato che sembra impenetrabile”, c’è “un volto luminoso come quello dell’angelo del mosaico”.

Il Papa aggiunge che i progetti, le azioni della ROACO cooperano a questo restauro, per portare alla luce il volto di Cristo che “bussa alla porta del cuore in Medio Oriente, così come in India o in Ucraina”, cui il Papa ha destinato ad una colletta straordinaria.

Sono tanti i campi di azione della ROACO: è presente anche il nuovo custode di Terrasanta, padre Patton, succeduto a Padre Pizzaballa, entrambi citati dal Papa. 

Ma Papa Francesco vuole sottolineare soprattutto il senso di comunione venuto dal tema dell’assemblea, sulle presenze delle Chiese Siro-Malabarese e Siro-Malankarese nel Kerala, in India. Cosa che fa auspicare il Papa “che si possa procedere secodo le indicazioni dei miei predecessori, nel rispetto del diritto proprio di ciascuno, senza spirito di divisione, ma favorendo la comunione nella testimonianza dell’unico Salvatore Gesù Cristo”.

Una comunione che “ha bisogno delle ricchezze spirituali dell’Occidente e dell’Oriente”, dice Papa Francesco. Che poi ricorda il prossimo viaggio in Armenia, “la prima tra le nazioni ad accogliere il Vangelo di Gesù” .

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