Papa Francesco, Gerusalemme deve essere luogo di incontro e non di conflitto

L'udienza al presidente palestinesi Abu Mazen

L'udienza di Papa Francesco ad Abu Mazen
Foto: Vatican Media
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Gerusalemme deve “essere riconosciuta da tutti come luogo d’incontro e non di conflitto”, e il suo status deve “preservare l’identità e il valore universale di Città santa per tutte e tre le religioni abramitiche, anche attraverso uno statuto speciale internazionalmente garantito”.

É questo uno dei temi che Papa Francesco ha affrontato nel colloquio con Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina che ha incontrato anche il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

“Nel corso dei cordiali colloqui - si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede- in sono stati riconosciuti i buoni rapporti tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, e si sono affrontate questioni bilaterali di mutuo interesse.

Inoltre, si è riconosciuta la necessità di promuovere la fratellanza umana e la convivenza pacifica tra le varie fedi. Circa il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi, ci si è soffermati sulla assoluta necessità di riattivare il dialogo diretto per raggiungere la soluzione dei due Stati, anche con l’aiuto di un più vigoroso impegno della Comunità internazionale. Infine, si è ribadito che Gerusalemme debba essere riconosciuta da tutti come luogo d’incontro e non di conflitto, e come il suo status debba preservare l’identità e il valore universale di Città santa per tutte e tre le religioni abramitiche, anche attraverso uno statuto speciale internazionalmente garantito.

Infine, si è parlato dell’urgenza di lavorare per la pace, evitando l’uso delle armi, e combattendo ogni forma di estremismo e di fondamentalismo”.

L’udienza è durata circa un’ora  e  il Papa ha donato al Presidente una fusione in bronzo raffigurante due mani che si stringono, sullo sfondo del colonnato di San Pietro, con una donna con bambino e una nave di migranti e la scritta “Riempiamo le mani di altre mani”. Inoltre come di consueto il Papa ha regalato anche il Messaggio per la Pace di quest’anno, il Documento sulla Fratellanza Umana, il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020, a cura della LEV.

Da parte sua Abu Mazen ha portato al Papa un libro sulla Basilica della Natività, a Betlemme, e una rappresentazione della Grotta della Natività in ambra. 

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