Papa Francesco: "I media costruiscano ponti, difendano la vita e abbattano muri"

Messaggio del Pontefice inviato ai Membri della Catholic Press Association in occasione della Catholic Media Conference

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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“Nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali dello scorso anno, riflettevo su come la comunicazione ci permette di essere membra gli uni degli altri, chiamati a vivere in comunione all’interno di una rete di relazioni in continua espansione. Una verità che, a causa della pandemia, tutti noi abbiamo apprezzato più pienamente”. Lo scrive il Papa nel messaggio inviato ai Membri della Catholic Press Association in occasione della Catholic Media Conference che si svolge in modalità virtuale a causa della emergenza sanitaria ancora in corso.

“In effetti – prosegue Francesco - l’esperienza di questi ultimi mesi ha dimostrato quanto sia essenziale la missione dei media per tenere unite le persone, accorciando le distanze, fornendo le informazioni necessarie e aprendo le menti e i cuori alla verità”.

“Abbiamo bisogno – è l’auspicio espresso dal Pontefice - di media capaci di costruire ponti, difendere la vita e abbattere i muri, visibili e invisibili, che impediscono il dialogo sincero e la vera comunicazione tra le persone e le comunità. Abbiamo bisogno di media che possano aiutare le persone, soprattutto i giovani, a distinguere il bene dal male, ad elaborare giudizi corretti, basati su una presentazione dei fatti chiara ed imparziale, a comprendere l’importanza di impegnarsi per la giustizia, la concordia sociale e il rispetto della casa comune. Abbiamo bisogno di uomini e donne di principio che proteggano la comunicazione da tutto ciò che la potrebbe distorcere o piegare ad altri scopi”.

“I media – osserva ancora il Papa - possono essere grandi o piccoli, ma nella Chiesa non sono queste le categorie che contano. Nella Chiesa tutti siamo stati battezzati nell’unico Spirito e fatti membri di un solo corpo. Come in ogni corpo, sono spesso le membra più piccole quelle che alla fine sono necessarie. Così è con il corpo di Cristo. Ognuno di noi, ovunque si trova, è chiamato a contribuire, attraverso la professione della verità nell’amore, alla crescita della Chiesa verso la piena maturità in Cristo”.

Per comunicare con efficacia – aggiunge Papa Francesco – dobbiamo essere “coinvolti in prima persona, se non attestiamo personalmente la verità del messaggio che trasmettiamo. Ogni comunicazione ha la sua fonte ultima nella vita del Dio uno e trino, che condivide con noi la ricchezza della sua vita divina e ci chiede, a nostra volta, di comunicare quel tesoro agli altri, uniti nel servizio alla sua verità”. In questo modo si potranno sconfiggere “le malattie del razzismo, dell'ingiustizia e dell'indifferenza che deturpano il volto della nostra famiglia comune”.

Anziché con aggettivi e avverbi – conclude il Papa – possano i “comunicatori cristiani parlare con nomi che riconoscano e promuovano la rivendicazione silenziosa della verità e favoriscano la dignità umana”.

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