Papa Francesco: “I tesori della vita sono Dio e il prossimo”

Papa Francesco Messa per la Giornata Mondiale poveri
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Per Papa Francesco è chiaro: i veri “tesori della vita” sono Dio e il prossimo. “Salire verso Dio e scendere verso i fratelli, ecco la rotta indicata da Gesù”. Su questo pone l’accento il Pontefice durante l’omelia della Messa per la Seconda Giornata Mondiale dei poveri celebrata nella Basilica di San Pietro.

I poveri che assistono alla Messa sono circa 6.000. Accompagnati da volontari o amici. Ascoltano le parole del Papa che commenta le azioni compiute da Gesù nel Vangelo odierno.

Gesù “lascia”. Lascia la folla nel momento del successo, quand’era acclamato per aver moltiplicato i pani. “Ci insegna il coraggio di lasciare – dice Papa Francesco - lasciare il successo che gonfia il cuore e la tranquillità che addormenta l’anima. Per andare dove? Verso Dio, pregando, e verso chi ha bisogno, amando”.

La seconda azione: in piena notte Gesù “rincuora”. “Va dai suoi, immersi nel buio, camminando sul mare – spiega Francesco - in realtà si trattava di un lago, ma il mare, con la profondità delle sue oscurità sotterranee, evocava a quel tempo le forze del male. Gesù, in altre parole, va incontro ai suoi calpestando i nemici maligni dell’uomo”.

“La barca della nostra vita è spesso sballottata dalle onde e scossa dai venti, e quando le acque sono calme presto tornano ad agitarsi – sottolinea il Papa - allora ce la prendiamo con le tempeste del momento, che sembrano i nostri unici problemi. Ma il problema non è la tempesta del momento, è in che modo navigare nella vita. Il segreto del navigare bene è invitare Gesù a bordo”.

Terza azione: Gesù, nel mezzo della tempesta, “tende la mano”. Afferra Pietro che, impaurito, dubitava e, affondando, gridava: “Signore, salvami!”. “Siamo poveri di vita vera e ci serve la mano tesa del Signore, che ci tiri fuori dal male – continua il Pontefice la sua omelia - Questo è l’inizio della fede: svuotarsi dell’orgogliosa convinzione di crederci a posto, capaci, autonomi, e riconoscerci bisognosi di salvezza”.

Per Francesco “vivere la fede a contatto coi bisognosi è importante per tutti noi”. In quanto “non è un’opzione sociologica, è un’esigenza teologica”.

Conclude infine il Papa la sua omelia incorniciando questa Giornata Mondiale dei poveri che, anche quest’anno, ha dato vita a molteplici iniziative di carità e solidarietà: “Il grido dei poveri: è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà”.

Al termine della Messa 1.500 poveri saranno ospitati in Aula Paolo VI, per prendere parte a un pranzo festivo. In piazza San Pietro ci saranno anche ospiti e volontari dei centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma: senza dimora, rifugiati, malati di Aids.

 

 

 

Ti potrebbe interessare