Papa Francesco: il crocifisso non è un accessorio di abbigliamento

Papa Francesco guida la preghiera dell' Angelus
Foto: Vatican Media/ Aci Group
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“Chi vuole conoscere Gesù deve guardare alla croce, dove si rivela la sua gloria”. Papa Francesco lo ha ripetuto nel commento al Vangelo della liturgia domenicale.

Il brano di San Giovanni riporta la risposta di Gesù ai greci che chiedono di vederlo.

“La reazione di Gesù è sorprendente. Egli non risponde con un “sì” o con un “no”, ma dice: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato»”.  Un invito, dice il Papa “a volgere il nostro sguardo al crocifisso, che non è un oggetto ornamentale o un accessorio di abbigliamento – a volte abusato! – ma un segno religioso da contemplare e comprendere”.

E il Papa aggiunge: Come guardo il crocifisso? Guardo il Dio annientato fino alla morte, come uno schiavo? E ricorda la devozione di pregare un Padre Nostro per ognuna delle cinque piaghe, "cerchiamo di entrare dentro nel suo cuore e lì impareremo la grande saggezza della croce". 

Gesù spiega “che la sua vicenda estrema – morte e risurrezione – è un atto di fecondità, che porterà frutto per molti” e che “Egli deve anche morire, per riscattare gli uomini dalla schiavitù del peccato e donare loro una nuova vita riconciliata nell’amore”. Per riconciliare tutti noi, va dall sue piaghe, vedi contempla, ma da dentro, spiega Francesco.

Francesco porta all’oggi l’insegnamento di Gesù: “siamo chiamati a fare nostra la legge pasquale del perdere la vita per riceverla nuova ed eterna. Cosa significa perdere la vita? Significa pensare di meno a sé stessi, agli interessi personali, e saper “vedere” e andare incontro ai bisogni del nostro prossimo, specialmente degli ultimi. Compiere con gioia opere di carità verso quanti soffrono nel corpo e nello spirito è il modo più autentico di vivere il Vangelo, è il fondamento necessario perché le nostre comunità crescano nella fraternità e nell’accoglienza reciproca”. Voglio vedere Gesù, ma da dentro, entra nella sue piaghe, dice il Papa.  

E si rivolge a Maria “che ha tenuto sempre lo sguardo del cuore fisso al suo Figlio, dalla mangiatoia di Betlemme fino alla croce sul Calvario” perché aiuti il mondo “ad incontrarlo e conoscerlo così come Lui vuole, perché possiamo vivere illuminati da Lui, e portare nel mondo frutti di giustizia e di pace”.

Il Papa ha poi ringraziato i vescovi e i fedeli di Pietrelcina e San Giovanni Rotondo e in particolare i malati e chi ha preparato la vista: Che Padre Pio benedica tutti, ha concluso. 

Domani si celebrano i cinque anni dell’inizio del pontificato di Papa Francesco. Nel pomeriggio di ieri è stato diffuso il contenuto di un messaggio di ringraziamento del Papa ai suoi connazionali per gli auguri ricevuti per il 13 marzo, giorno della sua elezione al soglio di Pietro.

Come riporta Vaticannews il Papa scrive che l'amore per il suo Paese continua ad essere “grande e intenso”. “Prego ogni giorno per questo, per “il mio popolo che amo tanto”. E a coloro che potrebbero “sentirsi offesi da alcuni dei miei gesti, chiedo perdono”. E ancora  L’unità  è superiore al conflitto”. Il Papa assicura, poi, che la sua intenzione è di poter fare il bene. “Dio, che mi ha affidato un compito così importante mi aiuta, ma non mi ha liberato dalla fragilità umana. E per questo come tutti posso sbagliare”.

Prego per tutti voi - conclude il Papa - perché possiate essere “canali di bene e di bellezza”, perché possiate portare “il vostro contributo nella difesa della vita e della giustizia”, perché possiate “seminare pace e fraternità”, perché possiate “migliorare il mondo con il vostro lavoro”, perché vi possiate “prendere cura dei più deboli” e possiate “condividere pienamente tutto quello che Dio vi ha donato”.

 

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