Papa Francesco all'Incontro Mondiale delle Famiglie: “Il matrimonio non è una formalità"

Cinque testimonianze, cinque passi in più che il Papa delinea nel suo discorso di apertura. E sottolinea l'importanza del sacramento del matrimonio

Papa Francesco apre l'Incontro Mondiale delle Famiglie, Aula Paolo VI, 22 giugno 2022
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Sono cinque i passi in più della famiglia, cinque possibilità di andare avanti delineate dalle cinque testimonianze che Papa Francesco ascolta con attenzione, prima di dare il via, con il suo discorso, all’Incontro Mondiale delle Famiglie. E lo fa con un discorso in cui sottolinea che il matrimonio non è una formalità, che anzi il matrimonio “è un dono meraviglioso, che ha in sé la potenza dell’amore divino”.

Dopo l’appuntamento in Irlanda, Papa Francesco aveva chiamato tutti a Roma per celebrare la famiglia, seguendo la grande intuizione di Giovanni Paolo II. Sono arrivati delegati da tutto il mondo, coordinati dal Dicastero Laici, Famiglia e Vita e dalla diocesi di Roma. La pandemia, alla fine, ha portato anche a scegliere una partecipazione locale all’incontro.

Riferendosi alle testimonianze appena ascoltate, il Papa dice che queste hanno fatto da “amplificatori”, dando voce “all’esperienza di tante altre famiglie nel mondo, che, come voi, vivono le medesime gioie, inquietudini, sofferenze e speranze. 

Per questo ora mi rivolgo sia a voi qui presenti sia agli sposi e alle famiglie che ci ascoltano nel mondo”.

Papa Francesco incoraggia a “partire dalla propria situazione reale, per provare da dlì a camminare insieme”, come “sposi, insieme ala vostra famiglia, insieme alle famiglie, insieme con la Chiesa”. E la Chiesa, secondo il Papa, deve essere per le famiglie come “un Buon Samaritano, che vi aiuta a fare un passo in più, anche se piccolo”.

Quali sono i passi in più? Il primo è il passo verso il matrimonio, e il Papa lo definisce parlando della prima testimonianza, quella di Luigi e Serena, e delle difficoltà del matrimonio e del sostegno che hanno trovato “in altre famiglie, che infatti sono piccole chiese”.

“Possiamo dire – nota Papa Francesco - che quando un uomo e una donna s’innamorano, Dio offre loro un regalo: il matrimonio. Un dono meraviglioso, che ha in sé la potenza dell’amore divino: forte, duraturo, fedele, capace di riprendersi dopo ogni fallimento o fragilità”.

Papa Francesco sottolinea che il matrimonio “non è una formalità da adempiere”, e che “non ci si sposa per essere cattolici ‘con l’etichetta’, per obbedire a una regola, o perché lo dice la Chiesa; ci si sposa perché si vuole fondare il matrimonio sull’amore di Cristo, che è saldo come una roccia”.

Il Papa ribadisce anche che “la famiglia non è un bell’ideale, irraggiungibile nella realtà. Dio garantisce la sua presenza nel matrimonio e nella famiglia, non solo nel giorno delle nozze ma per tutta la vita. E Lui vi sostiene ogni giorno nel vostro cammino”.

Da qui viene l’altro passo in più, per abbracciare la croce, che il Papa indica parlando dell’esperienza di Roberto e Maria Anselma, i genitori di Chiara Corbella, la giovane madre che morì pur dare alla luce il figlio, rifiutando i trattamenti anti-cancro fino alla nascita del bambino. Loro hanno testimoniato che la dura croce della malattia e della morte di Chiara non ha distrutto la famiglia e non ha eliminato la serenità e la pace dai vostri cuori”.

Dice Papa Francesco: “Sempre abbiamo bisogno di esempi grandi a cui guardare: che Chiara sia d’ispirazione nel nostro cammino di santità, e che il Signore sostenga e renda feconda ogni croce che le famiglie si trovano a portare”. 

Il terzo passo in più è quello verso il perdono, stimolato dal racconto della crisi di Paul e Germaine, che “non hanno addolcito la realtà con un po’ di zucchero”, ma hanno chiamato per nome tutte le cause della crisi: la mancanza di sincerità, l’infedeltà, l’uso sbagliato dei soldi, gli idoli del potere e della carriera, il rancore crescente e l’indurimento del cuore”.

Ma la loro storia trasmette anche speranza, perché “proprio nel momento più buio della crisi, il Signore ha risposto al desiderio più profondo del suo cuore e ha salvato il suo matrimonio. È proprio così. Il desiderio che c’è nel fondo del cuore di ognuno è che l’amore non finisca, che la storia costruita insieme con la persona amata non s’interrompa, che i frutti che essa ha generato non vadano dispersi”.

Papa Francesco sottolinea che “nessuno desidera un amore a ‘breve scadenza’ o a ‘tempo determinato’. E per questo si soffre molto quando le mancanze, le negligenze e i peccati umani fanno naufragare un matrimonio. Ma anche in mezzo alla tempesta, Dio vede quello che c’è nel cuore”.

Da lì è arrivato un cammino di risanamento, dice il Papa, perché “il perdono risana ogni ferita, è un dono che sgorga dalla grazia con cui Cristo riempie la coppia e la famiglia intera quando lo si lascia agire, quando ci si rivolge a Lui”.

Papa Francesco approva anche la scelta di rinnovare le promesse matrimoniali in una festa del perdono davanti ai figli, perché questi “uscendo dall’infanzia, si rendono conto che i genitori non sono dei ‘super eroi’, non sono onnipotenti, e soprattutto non sono perfetti. E i vostri figli hanno visto in voi qualcosa di molto più importante: hanno visto l’umiltà per chiedersi perdono e la forza che avete ricevuto dal Signore per risollevarvi dalla caduta”.

È di questa umiltà, aggiunge Papa Francesco, che i figli hanno bisogno, perché “anch’essi, infatti, nella vita sbaglieranno e scopriranno di non essere perfetti, ma si ricorderanno che il Signore ci rialza, che tutti siamo peccatori perdonati, che dobbiamo chiedere perdono agli altri e dobbiamo anche perdonare noi stessi”. 

Papa Francesco poi parla di un passo in più verso l’accoglienza, parlando della testimonianza di Iryna e Sofia. La guerra – dice Papa Francesco - vi ha messe di fronte al cinismo e alla brutalità umana, ma avete incontrato anche persone di grande umanità. Il peggio e il meglio dell’uomo! È importante per tutti non rimanere fissati sul peggio, ma valorizzare il meglio, il tanto bene di cui è capace ogni essere umano, e da lì ripartire”.

Iryna e Sofia sono state accolte da Pietro ed Erika, che lo hanno fatto “per gratitudine”, e “questa, in fondo, è la dinamica propria della famiglia. In famiglia si vive una dinamica di accoglienza, perché anzitutto i coniugi si sono accolti l’un l’altro, come si sono detti a vicenda il giorno delle nozze: ‘Io accolgo te’.”

Infine, Papa Francesco indica un passo in più verso la fratellanza, che si basa sulla storia di Zakia e Luca – e Luca è Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso in Repubblica Democratico del Congo nel 2021. Non solo, infatti – dice Papa Francesco - l’esempio e l’eredità spirituale di Luca rimangono vivi e parlano alle coscienze di molti, ma anche l’organizzazione che Zakia ha fondato, in un certo senso, porta avanti la sua missione. Anzi, possiamo dire che la missione diplomatica di Luca è diventata ora una ‘missione di pace’ di tutta la famiglia”.

“Nella vostra famiglia – dice Papa Francesco - si esprime l’ideale della fratellanza. Oltre che essere marito e moglie, voi avete vissuto da fratelli nell’umanità, da fratelli nelle diverse esperienze religiose, da fratelli nell’impegno sociale. Anche questa è una scuola che s’impara in famiglia”.

Conclude Papa Francesco: “Ogni vostra famiglia ha una missione da compiere nel mondo, una testimonianza da dare”.

Il Papa invita infine a chiedersi “quale passo in più chiede di fare la famiglia”, e di mettersi in ascolto e lasciarsi trasformare da Dio, perché “anche voi possiate trasformare il mondo e renderlo ‘casa’ per chi ha bisogno di essere accolto, per chi ha bisogno d’incontrare Cristo e di sentirsi amato”.

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