Papa Francesco: "Il Signore ci aiuti ad aver fiducia e a vincere la paure"

Nell'omelia Papa Francesco mette in guardia dall'idolatria

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
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“Pensiamo alla paura degli anziani soli in casa o nelle case di riposo che non sanno cosa accadrà, la paura dei lavoratori senza lavoro fisso che pensano a come dar da mangiare ai figli e vedono venire la fame, la paura di tanti servitori sociali che aiutano ad andare avanti la società e possono prendere la malattia, le paure di ognuno di noi: ognuno conosce la propria. Preghiamo perché il Signore ci aiuti ad aver fiducia e a vincere la paure”. Così Papa Francesco stamane aprendo la Messa celebrata a Santa Marta.

Commentando l’episodio biblico del vitello d’oro, il Papa incentra l’omelia sul tema della idolatria.

“Io vorrei accennare alcune cose: prima di tutto quella nostalgia idolatrica del popolo, tornare agli idoli tornare, al peggio, non saper aspettare il Dio vivente. Questa nostalgia è una malattia che incomincia a camminare con l'entusiasmo di essere liberi ma poi incominciano le lamentele. L’idolatria è selettiva e ti fa perdere tutto”.

“Questo meccanismo – ha proseguito Francesco - succede a noi quando noi abbiamo atteggiamenti che ci portano all’idolatria, siamo attaccati a cose che ci allontanano da Dio perché noi facciamo un altro dio e lo facciamo con i doni che il Signore ha già dato, con l'intelligenza, con la volontà, con l'amore, col cuore. Sono doni del Signore che noi usiamo per fare idolatria”.

“La domanda che vorrei fare oggi – ha concluso il Pontefice - è qual è il mio idolo? Quel mio idolo della mondanità, l'idolatria ti porta a una religiosità sbagliata anzi tante volte la mondanità diventa una idolatria che ti fa cambiare la celebrazione di un sacramento in una festa mondana. Quali sono i miei idoli? Ognuno pensi ai propri e che il Signore non ci trovi alla fine della vita e dica a uno di noi ti sei pervertito, ti sei allontanato dalla via che io avevo indicato, ti sei prostrato davanti a un idolo: chiediamo al Signore la grazia di conoscere i nostri idoli e se non possiamo cacciarli via, almeno tenerli all'angolo”.  

 

 

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