Papa Francesco in aereo: "Io sono disposto a fare tutto, anche ad andare a Kiev"

La guerra in Ucraina, il lavoro della Santa Sede per la pace, la questione migratoria e anche la sua salute al centro della conferenza stampa del Papa di rientro da Malta

Il Papa con i giornalisti sul volo per Roma
Foto: Courtney Grogan CNA
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E’ terminato il viaggio del Papa a Malta e come di consueto sul volo che lo riportava in Italia, Francesco ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa.

Tanti i temi toccati dal Pontefice, a cominciare dalla guerra in Ucraina. “La guerra – ha detto - è una crudeltà, una cosa inumana e va contro lo spirito umano, è lo spirito di Caino. Io sono disposto a far tutto quello che si può fare e la Santa Sede sta facendo di tutto. Fra le possibilità c’è il viaggio, ci sono due viaggi possibili. Uno me lo ha chiesto il presidente polacco di inviare il Cardinale Krajewski a visitare gli ucraini che sono stati accolti in Polonia, lui è andato già due volte ma lo farò un’altra volta. L’altro viaggio: io ho in mente di andarci, la disponibilità c’è sempre. Da tempo era pensato un incontro con il Patriarca Kirill e si sta lavorando forse in Medio Oriente. Queste sono le cose come stanno adesso”.

Le cose che ho detto alle autorità di ogni parte sono pubbliche. Nessuna delle cose che ho detto – ha precisato ancora il Papa - è riservata per me. Il Patriarca ha fatto una bella dichiarazione di quello che abbiamo detto. Il presidente russo l’ho sentito alla fine dell’anno, mi ha chiamato per gli auguri, ho sentito il presidente dell’Ucraina due volte e ho pensato il primo giorno della guerra che dovevo andare all’ambasciata (russa) per parlare con l’ambasciatore che è il rappresentante del popolo per fare domande e dare le mie impressioni: questi sono i contatti ufficiali che ho avuto. Con la Russia l’ho fatto tramite l’ambasciata. Anche ho sentito l’arcivescovo Maggiore di Kiev Schevchuck. Vorrei darvi condoglianze per i vostri colleghi che sono caduti. Ma il vostro lavoro è per il bene comune e loro sono caduti in servizio per il bene comune. Sono stati coraggiosi e io prego per loro”.

“I messaggi che ho dato a tutte le autorità – ha sottolineato ancora Papa Francesco - sono quelli che ho fatto pubblicamente. Non faccio doppio linguaggio. Ogni guerra nasce da una ingiustizia, sempre. Perché c’è lo schema di guerra. Non c’è lo schema di pace. Fare investimenti per comprare le armi. Questo è lo schema di guerra. Quando è finita la Seconda Guerra Mondiale tutti hanno respirato il mai la guerra e la pace. Settanta anni dopo abbiamo dimenticato tutto questo. È così lo schema della guerra si impone. Non siamo più abituati a pensare allo schema della pace. Quando c’è stata la commemorazione dello sbarco in Normandia i capi di governo si sono riuniti per commemorarlo. Ma non ricordo che qualcuno ha parlato dei 30mila ragazzi rimasti sulle spiagge. La gioventù non importa. Sono addolorato, non impariamo. Che il Signore abbia pietà di noi. Tutti siano colpevoli”.

Poi il Papa ha parlato della sua visita a Malta. “Io sono stato contento, ho visto le realtà di Malta, un entusiasmo della gente impressionante: sono rimasto stupito. Uno dei problemi è la migrazione. E’ grave perché sia Cipro, Grecia, Malta, Italia e Spagna sono i Paesi più vicini all’Africa e al Medio Oriente e arrivano qui ed i migranti vanno accolti sempre e ogni governo deve dire quanti possono riceverne normalmente per vivere lì e per questo ci vuole una intesa con i Paesi dell’Europa e non tutti sono disposti a ricevere i migranti. Dimentichiamo che l’Europa è stata fatta dai migranti ma almeno non lasciare tutto il peso a questi Paesi limitrofi così generosi. Oggi sono stato nel centro di accoglienza e le cose che ho sentito sono terribili. I lager della costa libica e questo sembra criminale. E’ un problema che tocca il cuore di tutti. L’Europa fa con tanta generosità posto agli ucraini così deve fare per chi viene dal Mediterraneo”.

Infine il riferimento alla sua salute: “è un po’ capricciosa, ho questo problema al ginocchio che crea problemi di deambulazione, è un po’ fastidioso ma va migliorando almeno posso andare. Due settimane fa non potevo fare nulla. E’ una cosa lenta, ma a questa età non si sa come finirà la partita, speriamo che vada bene”.

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