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Papa Francesco: "In famiglia bisogna combattere la dittatura dell’io"

Nell'Angelus della Santa Famiglia Papa Francesco ricorda che "essere famiglia si impara ogni giorno: bisogna imparare ad ascoltarsi e capirsi, a camminare insieme"

Papa Francesco  |  | Daniel Ibanez CNA Papa Francesco | | Daniel Ibanez CNA

“Dio ha scelto una famiglia umile e semplice per venire in mezzo a noi”. Lo ha detto stamane il Papa, introducendo l’Angelus in occasione della Festa della Santa Famiglia.

Francesco propone due spunti di riflessione. “Il primo: la famiglia è la storia da cui proveniamo. È bello vedere Gesù inserito nella trama degli affetti familiari, che nasce e cresce nell’abbraccio e nelle preoccupazioni dei suoi. Questo è importante anche per noi: proveniamo da una storia intessuta di legami d’amore e la persona che siamo oggi non nasce tanto dai beni materiali di cui abbiamo usufruito, ma dall’amore che abbiamo ricevuto nel seno della famiglia. Forse non siamo nati in una famiglia eccezionale e senza problemi, ma è la nostra storia, sono le nostre radici: se le tagliamo, la vita inaridisce! Dio non ci ha creati per essere condottieri solitari, ma per camminare insieme. Ringraziamolo e preghiamolo per le nostre famiglie, Dio ci pensa e ci vuole insieme e dobbiamo pensare a questo”.

A essere famiglia – spiega il Papa, enunciando il secondo punto - si impara ogni giorno: bisogna imparare ad ascoltarsi e capirsi, a camminare insieme, ad affrontare conflitti e difficoltà. È la sfida quotidiana, e si vince con il giusto atteggiamento, con le piccole attenzioni, con gesti semplici, curando i dettagli delle nostre relazioni e ci aiuta tanto parlare in famiglia, anche col dialogo con i nonni”.

Per custodire l’armonia – prosegue Papa Francesco - in famiglia bisogna combattere la dittatura dell’io. Quando l’io si gonfia è pericoloso quando, invece di ascoltarci, ci rinfacciamo gli sbagli; quando, invece di dialogare, ci isoliamo con il telefonino, è triste vedere ognuno che parla col telefonino; quante volte, purtroppo, tra le mura domestiche da silenzi troppo lunghi e da egoismi non curati nascono e crescono conflitti! A volte si arriva persino a violenze fisiche e morali. Questo lacera l’armonia e uccide la famiglia. Convertiamoci dall’io al tu. E ogni giorno pregare un po’ insieme, per chiedere a Dio il dono della pace in famiglia. E impegniamoci tutti – genitori, figli, Chiesa, società civile – a sostenere, difendere e custodire la famiglia che è il nostro tesoro”.

“Mi rivolgo agli sposi – ha detto il Papa dopo la recita dell’Angelus - oggi è stata pubblicata una mia lettera: è il mio regalo di Natale per voi, un segno di vicinanza e occasione di meditazione. E’ importante riflettere sulla tenerezza di Dio. Il Signore dia agli sposi la forza di continuare il cammino intrapreso. Ci avviciniamo all’incontro mondiale delle famiglie, prepariamolo con la preghiera. E ho una preoccupazione vera: almeno qui in Italia l’inverno demografico: tanti hanno perso l’illusione di andare avanti coi figli, pensate a questo è una tragedia. L’inverno demografico va contro il nostro futuro”.

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