Papa Francesco in Marocco troverà una chiesa piccola ma dinamica

Papa Francesco durante uno dei suoi viaggi
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Tutto pronto per il viaggio di Papa Francesco in Marocco. Il Direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, evidenzia gli ultimi dettagli nel consueto briefing con i giornalisti, prima della partenza. Quello alla volta del Marocco, Paese in maggioranza musulmano, sarà il 28° viaggio internazionale del Papa, dall’inizio del pontificato.

Gisotti commenta: “Il Papa ha legato il viaggio negli Emirati Arabi a quello del Marocco. Come fossero un primo e un secondo tempo. In Marocco si ricordano anche gli 800 anni della presenza dei frati francescani. Dialogo interreligioso, tema dei migranti e sostegno alle comunità cattoliche che vivono nel paese, sono i motivi principali del viaggio. I cattolici sono un piccolo gregge, solo 25.000 fedeli. Una chiesa piccola, ma molto dinamica e attiva”.

Papa Francesco sarà il secondo Papa a visitare il Marocco dopo il viaggio di Giovanni Paolo II nel 1985. Francesco non è mai stato in Marocco. Il Papa partirà, sabato 30 marzo, alle 10.45, da Fiumicino per Rabat. Dopo l’arrivo all’aeroporto internazionale, previsto per le 14, i primi appuntamenti in programma sono l’accoglienza ufficiale, la cerimonia di benvenuto sulla spianata della Moschea Hassan e l’incontro con il popolo marocchino, le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico. Sarà un momento di accoglienza popolare, con il Re Mohammed VI e il Papa. Qui il Papa terrà il suo primo discorso. Ci saranno maxischermi in ogni punto della città. "Si tiene molto al momento dell'accoglienza del popolo marocchino", vuole sottolineare il Direttore. 

Alle 16 la visita al Mausoleo di Mohammed V, seguita dalla visita di cortesia al Re Mohammed VI nel Palazzo reale. Alle 17 la prima giornata del viaggio di Francesco in Marocco proseguirà con la visita all’Istituto Mohammed VI degli Imam, predicatori e predicatrici. “Un evento molto significativo – sottolinea Gisotti – è la prima volta che un Papa viene accolto in un istituto di formazione di imam. È stato scelto di dare spazio ai giovani. Il Papa e il Re ascolteranno le loro testimonianze. Ci sarà anche un momento musicale”.

Infine l’incontro e il saluto del Papa con i migranti nella sede della Caritas diocesana. “Un momento cui il Papa tiene molto”, precisa il Direttore ad Interim. Sono circa 4000 i migranti assistiti dalla chiesa marocchina.

Domenica 31 marzo, il primo appuntamento previsto è la visita privata al centro rurale per i servizi sociali di Témara, nella periferia della città. “Questo era un centro di formazione rurale tenuto dai gesuiti, poi questa funzione si è conclusa e ora ci sono le Suore Vincenziane spagnole che si occupano dei bambini malati”, sottolinea Gisotti nel briefing. Poi l’incontro con i sacerdoti, i religiosi, i consacrati e il Consiglio ecumenico delle Chiese nella cattedrale di Rabat, cui seguirà l’Angelus. Ci saranno anche due testimonianze, un sacerdote e una suora. Dopo il pranzo, sarà celebrata la Messa, nel complesso sportivo Principe Moulay Abdellah. “Si aspettano circa 10.000 fedeli”, aggiunge il Direttore ad Interim.

Poi il Papa si congederà dal Marocco e tornerà in Vaticano per le 21.30. In aereo ci sarà la consueta conferenza stampa con i giornalisti.

I primi tre discorsi del Papa saranno in italiano, l’omelia della Messa finale sarà in spagnolo.

 

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