Papa Francesco invia i giovani ai "sepolcri vuoti" della sofferenza umana

Papa Francesco con i giovani al Circo Massimo
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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“Abbiamo tanti motivi per correre: spesso solo perché ci sono tante cose da fare e il tempo non basta mai. A volte ci affrettiamo perché ci attira qualcosa di nuovo, di bello, di interessante. A volte, al contrario, si corre per scappare da una minaccia, da un pericolo…” Papa Francesco invita così i ragazzi del Circo Massimo a riflettere dopo la lettura del passo del Vangelo che ha dato il via alla veglia di preghiera per il Sinodo di ottobre.

Dopo le domande e le risposte del Papa ai giovani è arrivato il momento della preghiera.

Il Vangelo della scoperta della resurrezione di Gesù, quando Giovanni che è il più giovane, corre davanti a Pietro. E poi c'è Maria, quando la fede diventa tiepida dice il Papa, andiamo da lei.

“Da quella mattina, -dice il Papa- la storia non è più la stessa”, e “da quell’alba del primo giorno dopo il sabato, ogni luogo in cui la vita è oppressa, ogni spazio in cui dominano violenza, guerra, miseria, là dove l’uomo è umiliato e calpestato, in quel luogo può ancora riaccendersi una speranza di vita”.

Ecco allora l’invito del Papa: “non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila” perché “la Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci, come Giovanni aspettò Pietro davanti al sepolcro vuoto”.

Parla di accoglienza il Papa, camminare insieme “senza pregiudizi e chiusure”. E anche se “camminare soli permette di essere svincolati da tutto” è anche vero che “camminare insieme ci fa diventare un popolo, il popolo di Dio, e nella appartenza al Popolo di Dio hai identità".

E Come Giovanni entrando nel sepolcro vuoto “vide e credette” grazie ai segni, anche oggi i giovani devono credere nei segni da cui non  traspare la “sublime perfezione divina” ma piuttosto “il racconto della fragilità umana che incontra la Grazia che risolleva. Nella narrazione di Giovanni c’è l’umanità ferita che viene risanata dall’incontro con il Maestro; c’è l’uomo caduto che trova una mano tesa alla quale aggrapparsi; c’è lo smarrimento degli sconfitti che scoprono una speranza di riscatto”.

E se il sepolcro vuoto “di Cristo diventa l’ultimo segno in cui risplende la vittoria definitiva della Vita” non bisogna avere paura dei “luoghi di sofferenza, di sconfitta, di morte. Dio ci ha dato una potenza più grande di tutte le ingiustizie e le fragilità della storia: Gesù ha vinto la morte dando la sua vita per noi. E ci manda ad annunciare ai nostri fratelli che Lui è il Risorto, è il Signore, e ci dona il suo Spirito per seminare con Lui il Regno di Dio”.

Il mandato ai giovani del Papa è chiaro: “Quanti sepolcri oggi attendono la nostra visita! Quante persone ferite, anche giovani, hanno sigillato la loro sofferenza “mettendoci – come si dice – una pietra sopra”. Con la forza dello Spirito e la Parola di Gesù possiamo spostare quei macigni e far entrare raggi di luce in quegli anfratti di tenebre”.

E saluta i cento mila del Circo Massimo con l’invito a tornare a casa “con la fiducia e l’energia di Giovanni, il “discepolo amato”. Sì, il segreto è tutto lì, nell’essere e nel sapere di essere “amato”, “amata” da Lui, Gesù, il Signore! Allora la vita diventa una corsa buona, senza ansia, senza paura. Una corsa verso Gesù e verso i fratelli, col cuore pieno di amore, di fede e di gioia”.

La meditazione dopo il dialogo è stato il momento per verificare quanto e come la fede è riuscita a provocare il cammino di ciascuno, così letture bibliche, preghiere, video e canti si sono alternati. Il Papa ha sostato in preghiera davanti all’icona della Vergine Maria Salus popoli romani per affidare a lei il cammino dei giovani e della Chiesa nel Sinodo.

La preghiera si conclude con la recita della Preghiera del Sinodo e la benedizione del Papa. 

Poi i ragazzi si sono preparati alla “notte bianca” con un vero concerto preparato per loro fino alle 23.30 con Alex Britti, il rapper Clementino, il cantautore Mirkoeilcane, il gruppo rock Perturbazione, il comico Saverio Raimondo e la conduttrice Andrea Delogu, la Banda Rulli Frulli, formata da oltre settanta elementi e i The Sun.

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