Papa Francesco, la preghiera illumina il viso e apre la porta della speranza

La catechesi del Papa nella udienza generale ancora nella Biblioteca del Palazzo Apostolico

L'udienza del Papa
Foto: Vatican Media
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Dio, con la sua parola, chiama alla vita, ed ogni cosa accede all’esistenza. Con la parola, separa la luce dalle tenebre, alterna il giorno e la notte, avvicenda le stagioni, apre una tavolozza di colori con la varietà delle piante e degli animali. In questa foresta straripante che rapidamente sconfigge il caos, per ultimo appare l’uomo!”

Papa Francesco spiega cosi il mistero della creazione che è al centro della catechesi di oggi nella udienza che prosegue in diretta dalla Biblioteca del Palazzo apostolico.

“La bellezza e il mistero della Creazione generano nel cuore dell’uomo il primo moto che suscita la preghiera” dice il Papa e quindi “ la preghiera dell’uomo è strettamente legata con il sentimento dello stupore. La grandezza dell’uomo è infinitesimale se rapportata alle dimensioni dell’universo. Le sue più grandi conquiste sembrano ben poca cosa... Però l’uomo non è nulla. Nella preghiera si afferma prepotente un sentimento di misericordia. Niente esiste per caso: il segreto dell’universo sta in uno sguardo benevolo che qualcuno incrocia nei nostri occhi”.

E allora anche se “per natura siamo quasi nulla” è anche vero che “per vocazione siamo i figli del grande Re! È un’esperienza che molti di noi hanno fatto. Se la vicenda della vita, con tutte le sue amarezze, rischia talvolta di soffocare in noi il dono della preghiera, basta la contemplazione di un cielo stellato, di un tramonto, di un fiore..., per riaccendere la scintilla del ringraziamento”.

E proprio dal racconto della Creazione il popolo di Israele ritrova forza nelle difficoltà, perchè la preghiera apre la porta della speranza “perché gli uomini di preghiera custodiscono le verità basilari; sono quelli che ripetono, anzitutto a sé stessi e poi a tutti gli altri, che questa vita, nonostante tutte le sue fatiche e le sue prove, nonostante i suoi giorni difficili, è colma di una grazia per cui meravigliarsi”.

E la speranza, conclude il Papa “è più forte dello scoraggiamento”. E “gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce: perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli. La preghiera ti illumina il viso.

Tutti siamo portatori di gioia. Avete pensato di essere portatori di gioia o preferite portare notizie brutte? Tutti siamo capaci di portare gioia.  Questa vita è il dono che Dio ci ha fatto: ed è troppo breve per consumarla nella tristezza”. Il Papa invita a guardare alle bellezze del creato anche con le croci. Un invito a sentire la inquietudine del cuore che ci porta a lodare Dio, che ci rende capaci di vedere la firma di Dio nel creato che noi non custodiamo. Che Il signore ci faccia capire sempre più profondamente questo e ci porti a dire grazie, quel grazie è una bella preghiera.

Aggiornamento ore 10.00

Nei saluti ai fedeli polacchi il Papa ha ricordato : "In questi giorni celebriamo il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II. Pastore di grande fede, Egli amava affidare a Dio nella preghiera la Chiesa e tutta l’umanità. Scegliendo il motto episcopale “Totus Tuus”, ha anche mostrato che nei momenti difficili dobbiamo rivolgerci alla Madre di Dio, che può aiutarci e intercedere per noi. La sua vita, edificata sulla preghiera profonda, intensa e fiduciosa sia un esempio per i cristiani di oggi".

 

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