Papa Francesco: "La storia della Chiesa è luogo di incontro e di confronto"

Eicevendo in udienza il Pontificio Comitato di Scienze Storiche Papa Francesco ha detto che "lo studio della storia fa pensare all’ingegneria dei ponti"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Il vostro è un “contributo prezioso anche per il modo con cui lo svolgete: dialogando e collaborando con gli storici e con le istituzioni accademiche, che desiderano studiare non soltanto la storia della Chiesa, ma più largamente la storia dell’umanità nel suo rapporto con il cristianesimo lungo due millenni”. Lo ha detto il Papa, stamane, ricevendo in udienza il Pontificio Comitato di Scienze Storiche .

“Lo storico del cristianesimo – ha osservato Francesco - dovrebbe essere attento a cogliere la ricchezza delle diverse realtà nelle quali, attraverso i secoli, il Vangelo si è incarnato e continua a incarnarsi, regalando capolavori che rivelano l’azione feconda dello Spirito Santo nella storia. La storia della Chiesa è luogo di incontro e di confronto in cui si sviluppa il dialogo tra Dio e l’umanità; e ad essa è predisposto chi sa unire il pensiero alla concretezza”.

“Mi auguro – ha proseguito il Pontefice - che gli storici contribuiscano con le loro ricerche, con le loro analisi delle dinamiche che segnano le vicende umane, all’avvio coraggioso di processi di confronto nel concreto della storia dei popoli e degli Stati. L’attuale situazione in Europa orientale non vi consente, per il momento, di incontrare alcuni dei vostri interlocutori abituali nell’ambito dei convegni che, da decenni, vi vedono collaborare sia con l’Accademia Russa delle Scienze di Mosca, sia con gli storici del Patriarcato Ortodosso di Mosca. Ma sono sicuro che saprete cogliere le occasioni giuste per riprendere e intensificare questo lavoro comune, che sarà un contributo prezioso volto a favorire la pace”.

“Se la storia – ha concluso Papa Francesco - è spesso pervasa da eventi bellici, da conflitti, lo studio della storia mi fa pensare all’ingegneria dei ponti, che rende possibili rapporti fruttuosi tra le persone, tra credenti e non credenti, tra cristiani di differenti confessioni. La vostra esperienza è ricca di insegnamenti. Ne abbiamo bisogno, perché è portatrice della memoria storica necessaria per cogliere la posta in gioco nel fare storia della Chiesa e dell’umanità: quella di offrire un’apertura verso la riconciliazione dei fratelli, la guarigione delle ferite, la reintegrazione dei nemici di ieri nel concerto delle nazioni, come seppero fare, dopo la seconda guerra mondiale, i Padri fondatori dell’Europa unita”.

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