Papa Francesco, "ecco le tre ragioni che non permettono all’uomo il rischio della libertà"

Papa Francesco durante un videomessaggio
Foto: Vatican Media - YouTube
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Indigenza, dominio della tecnologia, riduzione dell’uomo a consumatore: Papa Francesco identifica in questi tre fattori alcune delle ragioni per cui a uomini e donne non è permesso mettere a frutto la loro libertà. E lo fa in un videomessaggio indirizzato Festival di Dottrina Sociale di Verona, la cui ottava edizione comincia stasera, con tema principale – appunto – “Il rischio della libertà”.

Papa Francesco sottolinea che “non poche volte il desiderio di libertà, il grande dono di Dio alla sua creatura, ha assunto forme deviate, generando guerre, ingiustizie, violazioni dei diritti umani”.

Il Papa invita i cristiani ad essere “attenti e vigilanti perché il rischio della libertà non perda il suo significato più alto e impegnativo”. Ma allo stesso tempo esorta ad impegnarsi per “eliminare ciò che priva gli uomini e le donne del tesoro della libertà”, e a “ritrovare il sapore di quella libertà che sa custodire la casa comune che Dio ci ha dato”.

Papa Francesco poi mette in luce tre situazioni che non permettono a uomini e donne di “mettere a frutto la propria libertà”.

La prima è l’indigenza, che è “procurata da grandi ingiustizie, che continuano ad essere perpetrate in tutto il mondo”, e dalla “cultura dello scorto”, che fa di uomini e donne un avanzo. E questo fa sì che uomini e donne “non solo sperimentano su di loro i frutti cattivi della libertà altrui, ma vengono anche defraudati della possibilità di rischiare la libertà di sé stessi.

La seconda situazione negativa è “lo sviluppo tecnologico”, quando questo “non è accompagnato da un adeguato sviluppo della responsabilità, dei valori e della coscienza”, perché in quel caso “si perde il senso del limite con la conseguenza di non vedere le sfide epocali che abbiamo davanti”, fino al punto che l’”assolutizzazione della tecnica può ritorcersi contro l’uomo”.

Infine, l’ultima situazione è data dal fatto che l’uomo è “ridotto a mero consumatore”, e in quel caso “la libertà di rischiare resta solo una illusione”, perché la libertà di consumare è in realtà decisa e limitata da quanti “detengono il potere economico e finanziario”, creando una “schiavitù” e una “esperienza quotidiana che viene segnata dalla rassegnazione, dalla sfiducia, dalla paura e dalla chiusura.

Eppure, rimarca Papa Francesco, nonostante tutto resta sempre viva la voglia di rischiare la propria libertà, anche quando si è vissuti in tempi di “schiavitù e sfruttamento”, e questo lo dimostrano le storie che saranno ascoltate al festival, “testimonianza di libertà ritrovata che “attestano una liberazione in atto,” che “danno forze e speranza”.

Papa Francesco sottolinea dunque che “la vera risposta alle varie schiavitù” sono quelle persone libere che hanno la capacità di andare controcorrente “nella loro quotidianità, vivendo stili di vita sobri, solidali, aperti, accoglienti”.

Sono loro che “accendono desideri sopiti”, perché “la libertà vissuta non si limita mai a gestire ciò che succede perché contiene in sé sempre qualcosa che porta oltre”.

Insomma, “essere liberi è una sfida permanente”, che contiene “una forza che è più forte di ogni schiavitù”.

Ma – conclude Papa Francesco - “la libertà dell'uomo scopre se stessa fino in fondo, quando comprende di essere generata e sostenuta dalla libertà amorosa del Padre, che si rivela nel Figlio nel volto della Misericordia”.

 

 

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