Papa Francesco nei Balcani, nel ricordo di Madre Teresa

La casa memoriale di Madre Teresa a Skopje
Foto: Gianluca Teseo / ACI Group
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In fondo la strada, c’è la stazione con l’orologio fermo all’ora in cui il terremoto del 1963 ha distrutto mezza Skopje. Tra le case buttate giù, la casa natale di Madre Teresa di Calcutta. Tra le chiese perdute, la chiesa dove Madre Teresa scoprì la sua vocazione.

Perché in pochi sanno che la suora albanese Nobel per la Pace conosciuta per la sua opera in India, canonizzata da Papa Francesco nel 2016, era in realtà nata a Skopje. Albanese, sì, ma albanese di Macedonia.

Ora, nel posto dove c’era la chiesa, che era dedicata al Sacro Cuore di Gesù, è stata costruita la casa memoriale di Madre Teresa. Aperta nel 2009 su progetto governativo, la casa emoriale consta di tre piani, che vanno dalla pietra al cemento bianco al vetro della cappella, a simbolizzare passato, presente e futuro. E nel vetro del futuro c’è una cappella, in cima, dove Papa Francesco si fermerà a pregare con i leader delle altre confessioni religiose.

Ad accompagnare Papa Francesco, ci sarà Arjan Aslanaj, direttore del memoriale.

“Sono macedone di etnia albanese – racconta ad ACI Stampa – e sono musulmano. Vorrei chiedere a Papa Francesco di pregare insieme, io secondo la mia fede e lui secondo la sua fede, per dare un segnale al mondo. In fondo, era quella la principale missione di Madre Teresa: lei aveva un grande rispetto delle altre religioni. Non ha mai avuto timore d toccare un lebbroso, di dar da mangiare ai bambini, di aiutare le persone, qualunque fosse il loro credo. È una cosa straordinaria”.

Madre Teresa, dunque, è anche l’anello di congiunzione tra le fede. In fondo, nella Macedonia del Nord i cattolici sono poco meno dell’1 per cento. Ma la convivenza è molto vissuta. Racconta Dolores, del movimento dei Focolari, è in Macedonia del Nord da quattro anni. Racconta: “’C’è una convivenza da secoli. Non è un dialogo, è una vita insieme, nonostante tante ferite della storia recente. Io quando sono venuta ho sentito che potevo avvicinarmi ad un treno sacro, togliere i sandali senza nessun pregiudizio, perché tutto è da scoprire anche da vivere insieme”.

È stato questo il mondo in cui è vissuta Madre Teresa. Di etnia albanese, era nata a Skopje nel 1910, in una casa nel centro della città di cui non resta niente, se non il segno che è stato fatto per ricordare che era lì. Nemmeno della chiesa dove andava da ragazza è rimasto niente, se non un a statua di Cristo Redentore, poi ricollocata nella nuova cattedrale, un edificio moderno dedicato alla Trinità.

“Quando Madre Teresa tornò a Skopje – ricorda Dolores – andò n quella cattedrale, si inginocchiò di fronte quella statua e disse: ‘Qui è cominciato tutto’.”

La casa contiene molte memorie di Madre Teresa, tra cui il sari originale donato dalle missionarie della Carità e alcune foto di lei adolescente, che ne fanno riconoscere gli occhi già vivi e scavati.

Arjan Aslanaj sottolinea che ci sono “dai 200 ai 500 visitatori al giorno, è di certo il museo più visitato della regione. I visitatori vengono da tutto il mondo”.

Ma c’è un altro aspetto: che Madre Teresa è anche ambasciatore della Macedonia. Perché “ogni volta che promuoviamo la Casa Memoriale all’estero, subito c’è grande interesse per Skopje, per la Macedonia del Nord. Così, mi ritrovo a dover ringraziare Madre Teresa per avere la possibilità di raccontare la nostra nazione”.

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