Papa Francesco nomina Zamagni presidente della Pontificia Accademia di Scienze Sociali

L'economista Stefano Zamagni, nuovo presidente della Pontificia Accademia di Scienze Sociali
Foto: Wikipedia Commons
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È l’economista Stefano Zamagni il nuovo presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Prende il posto di Margaret Archer, presidente dal 2014 al 2019, che ha quindi terminato il suo quinquennio.

Nome conosciuto in Vaticano, anche da consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Zamagni aveva collaborato anche alla stesura dell’enciclica di Benedetto XVI “Caritas in Veritate”, e si è a lungo adoperato per una riforma delle Nazioni Unite che includesse una terza camera dedicata proprio ai problemi economici.

Nato a Rimini il 4 gennaio 1943, laureato alla Cattolica di Milano e specializzato ad Oxford, Zamagni ha iniziato nel 1979 ad insegnare International Trade Theory, Microeconomics, Quantitative Methods for Economics e Public Sector Economics alla Johns Hopkins University, sede di Bologna, ed è oggi professore ordinario di Economia Politica presso l'Università di Bologna, dove ha ricoperto numerosi ruoli, tra cui la presidenza della Facoltà di Economia, impegnandosi soprattutto negli studi sul mondo del no profit.

Dal 9 aprile 2013 Accademico Pontificio, Zamagni è poi entrato a far parte del Consiglio dell’accademia. I suoi studi e pubblicazioni riguardano l'ambito dell'Economia politica internazionale, Economia civile, Economia ed etica, teorie del comportamento dei consumatori e della scelta sociale, epistemologia economica.

Scrittore ed oratore prolifico, nella Pontificia Accademia per le Scienze è stato parte del Comitato Scientifico che ha prodotto il research paper alla base del seminario internazionale “Bene comune globale. Per un’economia sempre più inclusiva” che si è tenuto presso la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali dall’11 al 12 luglio 2014, e organizzato dall’allora Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e dalla seconda sezione della Segreteria di Stato, con l’obiettivo di rimettere l’uomo al centro dell’economia.

Al seminario avevano partecipato, seduti allo stesso tavolo, agenzie ONU, multinazionali ed economisti.

Se nel 2011 il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace proponeva una autorità mondiale con competenze universali, in quel seminario l’idea fu indirettamente ripresa sottolineando come “un ruolo decisivo possa e debba essere svolto da forme organizzate della società civile, secondo una logica poliarchica e in attuazione del principio di sussidiarietà”, in modo da superare tre riduzionismi.

Questi erano: di vedere l’uomo come un agente economico mosso soprattutto dall’egoismo; concepire i soggetti dell’attività economica (imprese private e pubbliche) come semplici entità indirizzate a produrre beni e servizi o a massimizzare il profitto dei proprietari dei capitali; e quello legato al concetto di valore in economia, un valore che spesso viene determinato sulla base del flusso dei beni e dei servizi prodotti su un territorio in una determinata unità di tempo (il Pil).

Probabile che saranno questi i temi ripresi dalla Pontificia Accademia sotto la presidenza di Zamagni. Che darà presumibilmente anche nuova linfa al Forum delle ONG cattoliche, che a dicembre 2017 ha celebrato i 10 anni con un incontro con Papa Francesco e un seminario cui partecipò lo stesso Zamagni.

Sono temi che sono anche parte della sensibilità della Segreteria di Stato vaticana. E che potrebbero far prevedere una sempre maggiore saldatura tra il lavoro diplomatico e quello dell’Accademia.

La Pontificia Accademia delle Scienze Sociali è stata istituita l'1 gennaio 1994 da San Giovanni Paolo II, e fino ad ora si è occupata soprattutto di lavoro e sviluppo, democrazia e dimensione sociale della globalizzazione.

Tra gli accademici figurano premi nobel come Joseph Stiglitz, filosofi come Rocco Buttiglione, giuristi come Paolo Carozza, ex ministri come Janne H. Matlary. 

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