Papa Francesco: occorre riconoscere le radici spirituali della crisi ecologica

Il Papa a Lesbo con il Patriarca e con l'arcivescovo di Atene
Foto: Vatican Media
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“La crisi ecologica che ora colpisce l’intera umanità è, in ultimo, radicata nel cuore umano, che aspira a controllare e a sfruttare le risorse limitate del nostro pianeta, mentre ignora i membri vulnerabili della famiglia umana”.

Papa Francesco lo ha scritto nel messaggio inviato al Simposio internazionale in corso nella Isole Saroniche in Grecia: Verso un’Attica più verde: Preservare il pianeta e proteggere i suoi abitanti.

Nel messaggio indirizzato al patriarca Bartolomeo il Papa saluta anche Hieronymos ii, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e afferma di conservare un «vivo ricordo» della visita compiuta insieme ai due a Lesbo il 16 aprile 2016 «per esprimere lì la comune preoccupazione per la piaga dei migranti e dei rifugiati».

Come riporta l’ Osservatore Romano il Papa confida che mentre era «incantato dallo scenario del cielo azzurro e del mare» lo «ha colpito il pensiero che un mare così bello era diventato la tomba di uomini, donne e bambini, che per la maggior parte avevano solo cercato di sfuggire alle condizioni disumane nelle loro terre natali».

Al tempo stesso, Francesco aggiunge di aver «potuto constatare di persona la generosità del popolo greco, così riccamente permeato di valori umani e cristiani, e i suoi sforzi, malgrado gli effetti della propria crisi economica, per dare conforto a quanti, privati di tutti i beni materiali, avevano raggiunto le loro coste». Da qui la convinzione che «le contraddizioni drammatiche» sperimentate durante quella visita possano aiutare a comprendere l’importanza del tema del simposio.

Papa Francesco scrive: «non possiamo ignorare il male diffuso e pervasivo nella situazione attuale», al punto che, fa notare, «nel nostro messaggio congiunto per la giornata mondiale di preghiera per il creato dello scorso 1° settembre abbiamo affermato che “la chiamata e la sfida urgenti a prenderci cura del creato costituiscono un invito per tutta l’umanità ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale”».

Francesco, dice che è dovere dei cristiani soprattutto «riconoscere le radici spirituali della crisi ecologica e cooperare nel dare una risposta univoca». La giornata mondiale di preghiera per il creato costituisce perciò «un passo in questa direzione, poiché dimostra la nostra comune preoccupazione e aspirazione a lavorare insieme nell’affrontare questa delicata questione».

Infine Francesco ribadisce la «ferma intenzione che la Chiesa cattolica continui a procedere insieme al Patriarcato ecumenico lungo questo cammino». Con la «speranza — conclude — che cattolici e ortodossi lavorino attivamente per la cura del creato e per uno sviluppo sostenibile e integrale».

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