Papa Francesco: “Promuovere un dialogo che risponda al grido della terra e dei poveri”

Papa Francesco durante una udienza in Sala del Concistoro
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Papa Francesco lo sottolinea con forza in vista del Sinodo speciale sull’Amazzonia: va promosso un dialogo costante, tra istituzioni e popolazioni, per la cura della casa comune. Un dialogo che risponda “al grido della terra e al grido dei popoli”.

L’occasione è l’udienza concessa ai partecipanti all’incontro promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sul tema dell’“Industria mineraria per il bene comune”, che si è tenuto in Vaticano il 2 e 3 maggio. Il tema dell’industria mineraria è stato molto affrontato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e ora dal nuovo dicastero, perché lo sfruttamento delle miniera impatta sulle popolazioni. L’idea è quella di stimolare la conversazione e il dialogo tra le varie istituzioni, per il bene comune.

Nel suo discorso, Papa Francesco sottolinea che l’incontro mette insieme rappresentanti delle comunità interessate dalle attività minerarie e responsabili delle compagnie minerarie, e lo loda come “un passo avanti essenziale sulla via del progresso”. “Dobbiamo incoraggiare questo dialogo perché continui e diventi la norma, piuttosto che l’eccezione”, chiosa Papa Francesco.

Papa Francesco denuncia che “le precarie condizioni della nostra casa comune sono dovute principalmente a un modello economico che è stato seguito per troppo tempo”, che è “un modello vorace, orientato al profitto, con un orizzonte limitato, e basato sull’illusione della crescita economica illimitata”.

Papa Francesco nota che “siamo ancora restii al cambiamento”, eppure “c’è bisogno di un cambio di paradigma in tutte le nostre attività economiche, incluse le attività minerarie”.

Papa Francesco sottolinea che “l’attività mineraria, come ogni attività economica, dovrebbe essere al servizio dell’intera comunità umana”. È importante, dunque, coinvolgere le realtà locali, e in particolare si deve “prestare attenzione alle comunità aborigene con le loro tradizioni culturali”, comunità che “hanno molto da insegnarci”.

Papa Francesco nota che “l’attenzione alla tutela e al benessere delle persone coinvolte nelle operazioni minerarie, così come il rispetto dei diritti umani fondamentali dei membri delle comunità locali e di coloro che difendono le loro cause sono principi non negoziabili”, e per questo non basta la sola responsabilità di impresa”.

Papa Francesco punta il dito sul problema dell’estrattivismo come parte della “cultura della scarto”, chiede la promozione di “un’economia circolare e l’approccio “ridurre, riutilizzare, riciclare” sono anche molto in consonanza con il Consumo Sostenibile e i Modelli di Produzione promossi nel 12º Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite”, e mette in luce l’importanza delle tradizioni religiose in questo processo di cambio di mentalità, perché “le tradizioni religiose hanno sempre presentato la sobrietà come componente-chiave di uno stile di vita etico e responsabile”.

Per questo – conclude Papa Francesco – “i nostri sforzi e la nostra lotta per salvaguardare la casa comune sono veramente un percorso ecumenico, che ci sfida a pensare e ad agire come membri di una casa comune (oecumene)”.

Papa Francesco sottolinea dunque che “abbiamo bisogno di agire insieme per sanare e ricostruire la nostra casa comune”.

 

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