Papa Francesco sulla risposta agli abusi. “Verso un cambiamento reale ed affidabile”

Il Papa invia un videomessaggio ai responsabili della tutela dei Minori delle Conferenze Episcopali dell’Europa Centro-Orientale, riuniti a Varsavia dal 19 al 22 settembre

Papa Francesco durante un videomessaggio
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Nel rispondere agli abusi, la Chiesa deve affrontare “la verità di questi comportamenti crudeli” e cercare “il perdono delle vittime e dei sopravvissuti”, in modo da poter essere di nuovo considerata “con fiducia un luogo di accoglienza e sicurezza per coloro che sono bisognosi”. In un videomessaggio, Papa Francesco si rivolge ai partecipanti all’incontro La nostra comune missione di proteggere i bambini di Dio, promosso dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e dalle Conferenze dei Vescovi dell’Europa Centrale e Orientale.

L’incontro si tiene a Varsavia, in Polonia, dal 19 al 22 settembre, ed anche il luogo scelto racconta di un impegno: quello della Chiesa polacca, che alle vittime ha dedicato anche una fondazione per aiutarle. Il tutto mentre in alcuni casi gli abusi sono frutto di attacchi pretestuosi, e in altri casi si sta indagando più a fondo.

Rivolgendosi ai partecipanti, Papa Francesco dice che si deve chiedere perdono alle vittime, ma aggiunge anche che “le nostre espressioni di contrizione devono essere convertite in un concreto cammino di riforma, sia per prevenire ulteriori abusi che per garantire agli altri la fiducia nel fatto che i nostri sforzi condurranno ad un cambiamento reale e affidabile”.

Papa Francesco chiede dunque di ascoltare le vittime e di impegnarsi in queste “importanti discussioni, poiché toccano veramente il futuro della Chiesa nell’Europa centro-orientale”, e non solo ma anche “il cuore del cristiano, la responsabilità nostra”.

Ai convenuti, Papa Francesco ricorda che non sono i primi ad avere avuto questa responsabilità di contrastare gli abusi, e non saranno probabilmente gli ultimi, ma sottolinea anche che non sono “soli in questi tempi difficili”.

Ricorda Papa Francesco: “Riconoscere i nostri errori e i nostri fallimenti può farci sentire vulnerabili e fragili, è certo. Ma può anche costituire un tempo di splendida grazia, un tempo di svuotamento, che apre nuovi orizzonti di amore e servizio reciproco. Se riconosciamo i nostri errori, non avremo nulla da temere, perché sarà il Signore stesso che ci avrà condotti a quel punto”.

In fine, il Papa esorta tutti “ad essere umili strumenti del Signore, al servizio delle vittime degli abusi, vedendole come compagni e protagonisti di un futuro comune, imparando gli uni con gli altri a divenire più fedeli e più resilienti affinché,

insieme, possiamo affrontare le sfide future”.

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