Papa Francesco: “Una società è civile se riconosce il valore intangibile della vita umana”

Il Papa incontra i membri della Congregazione della Dottrina della Fede riuniti in plenaria. Difesa della vita e nuove norme anti-abusi tra i temi

Papa Francesco riceve la plenaria della Congregazione della Dottrina della Fede, 30 gennaio 2020
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Il tema della difesa della vita, perché una società “merita la qualifica di civile solo se riconosce il valore intangibile della vita umana”; e il tema della difesa dei più piccoli e vulnerabile, con nuove norme sui delicta graviora (i delitti più gravi) che si stanno mettendo a punto: sono i due argomenti principali del discorso di Papa Francesco alla plenaria della Congregazione della Dottrina della Fede.

L’ex Sant’Uffizio si riunisce in plenaria, e il tema è quello della cura delle persone nella fasi critiche e terminali della vita. Un tema che va di pari passo con l’impegno portato avanti dalla Pontificia Accademia per la Vita, che ha posto recentemente una particolare enfasi sulle cure palliative.

Nel suo discorso, Papa Francesco sottolinea prima di tutto che “la dottrina cristiana non è un sistema rigido e chiuso in sé, ma nemmeno un’ideologia che muta con il passare delle stagioni”. Si tratta piuttosto, dice, di “una realtà dinamica che, rimanendo fedele al suo fondamento, si rinnova di generazione in generazione e si compendia in un volto, in un corpo e in un nome: Gesù Cristo Risorto”.

Parlando poi del tema della plenaria, Papa Francesco lancia un allarme: oggi, nell’attuale contesto socio-culturale, “si sta progressivamente erodendo la consapevolezza riguarda a ciò che rende preziosa la vita umana”, sempre più valutata “in ragione della sua efficienza e utilità”, cosa che porta a scartare o considerare indegne le vite che “non rispondono a tale criterio”.

Questa mentalità è il frutto della perdita “degli autentici valori”, e questo fa anche venire meno “i doveri inderogabili della solidarietà e della fraternità umana e cristiana”.

Per questo, sottolinea Papa Francesco, “una società merita la qualifica di ‘civile’ se sviluppa gli anticorpi contro la cultura dello scarto; se riconosce il valore intangibile della vita umana; se la solidarietà è fattivamente praticata e salvaguardata come fondamento della convivenza”.

Papa Francesco nota che i malati hanno bisogno di avere accanto qualcuno che si prenda cura di loro, sull’esempio del buon samaritano, e per questo “il tema della cura dei malati, nelle fasi critiche e terminali della vita, chiama in causa il compito della Chiesa di riscrivere la grammatica del farsi carico e del prendersi cura della persona sofferente”.

Per farlo, dice il Papa, è necessario “convertire lo sguardo del cuore”, perché molte volte manca la compassione. Papa Francescricorda che nel Vangelo Gesù spesso ha compassione, è "come un ritornello", e “senza la compassione, chi guarda non rimane implicato in ciò che osserva e passa oltre, mentre chi ha il cuore compassionevole viene toccato e coinvolto, si ferma e si prende cura”.

Così, si deve, dice Papa Francesco, creare una “piattaforma umana di relazioni”, in modo che sia favorita la cura medica e si apra alla speranza, specie in situazioni critiche. Il Papa afferma che “l’approccio relazionale − e non meramente clinico − con il malato, considerato nella unicità e integralità della sua persona, impone il dovere di non abbandonare mai nessuno in presenza di mali inguaribili”. E questo perché “la vita umana, a motivo della sua destinazione eterna, conserva tutto il suo valore e tutta la sua dignità in qualsiasi condizione, anche di precarietà e fragilità, e come tale è sempre degna della massima considerazione”.

Papa Francesco loda, per questo, gli hospice per le cure palliative, e auspica che “tali centri continuino ad essere luoghi nei quali si pratichi con impegno la ‘terapia della dignità’, alimentando così l’amore e il rispetto per la vita”.

Infine, Papa Francesco ricorda che la Congregazione sta lavorando per rivedere le norme sui delicta graviora riservati al vostro Dicastero, contenute nel Motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela” di san Giovanni Paolo II.

“Il vostro impegno – nota Papa Francesco - si colloca nella giusta direzione di aggiornare la normativa in vista di una maggiore efficacia delle procedure, per renderla più ordinata e organica, alla luce delle nuove situazioni e problematiche dell’attuale contesto socio-culturale”.

Il Papa esorta a “proseguire con fermezza in questo compito, per offrire un valido contributo in un ambito in cui la Chiesa è direttamente coinvolta a procedere con rigore e trasparenza nel tutelare la santità dei Sacramenti e la dignità umana violata, specialmente dei piccoli”.

Papa Francesco infine si congratula per la pubblicazione del documento “Che Cosa è l’Uomo?” della Pontificia Commissione Biblica, che “ approfondisce una visione globale del progetto divino”.

 

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