Papa Francesco, una task force anti-abusi per aiutare i vescovi. In attesa di un vademecum

Altri passi nel definire la lotta agli abusi, con una task force per aiutare i vescovi e un vademecum di prossima pubblicazione

Un momento del summit anti-abusi dello scorso anno
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Una task force per aiutare i vescovi a delineare le linee guida per la lotta agli abusi Nella prima giornata di preghiera per le vittime di abusi, ad un anno dal summit mondiale con i presidenti delle Conferenze Episcopali convocato da Papa Francesco, la Santa Sede annuncia un altro passo nella lotta agli abusi. A questo, si aggiungerà anche la pubblicazione di un vademecum a cura della Congregazione della Dottrina della Fede, che andrà a delineare in maniera chiara tutta la procedura che un vescovo deve seguire in caso di abuso.

La task force è un gruppo di lavoro, nominato per due anni e coordinato da Andrew Azzopardi, responsabile della Safeguarding Commission per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Provincia ecclesiastica maltese, ed è legata direttamente alla Segreteria di Stato vaticana.

Sovrintendente del gruppo di lavoro è infatti l’arcivescovo Edgar Pena Parra, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, cui il coordinatore è chiamato a riferire dei progressi su basi trimestrali. Pena Parra è coadiuvato dal Cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay; dal Cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago; dall’arcivescovo Charles J. Scicluna di Malta, che è anche segretario aggiunto della Congregazione della Dottrina della Fede; e padre Hans Zollner, membro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Sono, questi, coloro che hanno lavorato anche al summit anti-abusi dello scorso febbraio.

Quest’ultima – ha spiegato ad ACI Stampa Azzopardi - fa un lavoro soprattutto di training, mentre le linee guida, una volta presentate dalle conferenze episcopali, dovranno ricadere comunque sotto la Congregazione della Dottrina della Fede, che le approverà. Sono circa dieci le Conferenze Episcopali che ancora non si sono dotate di linee guida per la lotta agli abusi, spiega padre Federico Lombardi, che dell’incontro di un anno fa è stato coordinatore.

Non si sa invece ancora quando sarà pubblicato il vademecum della Congregazione della Dottrina della Fede che andrà a spiegare le procedure esatte che i vescovi devono seguire per affrontare i casi di presunto abuso. Lo spiega il vescovo Juan Ignacio Arrieta, segretario del Pontificio Consiglio dei Testi Legislativi, che chiarisce anche che il vescovo è sempre ultimo giudice.

Tornando alla task force costituita oggi, questa – si legge in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede – “assisterà le Conferenze Episcopali, gli Istituti Religiosi e le Società di Vita Apostolica; su loro richiesta, nella preparazione e nell’aggiornamento delle linee guida in materia di tutela dei minori, in conformità con gli indirizzi emanati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, nonché con quanto stabilito dalla vigente legislazione canonica in materia di abusi”.

Si tratta di un supporto, dato che comunque la preparazione delle linee guida – prosegue il comunicato – “rimarrà nella competenza e sotto la responsabilità delle rispettive Conferenze Episcopali, degli Istituti Religiosi e delle Società di Vita Apostolica”.

Le attività della task force è sostenuta da “un gruppo di benefattori”, sebbene il budget non sia stato rivelato.

La costituzione della task force è un’altra delle iniziative messe in campo dalla Santa Sede a seguito dell’incontro “La protezione dei minori nella Chiesa”, che si è svolto in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019.

La task force è il frutto di incontri mensili in Segreteria di Stato, con prefetti dei dicasteri interessati, per dare seguito alle richieste emerse dall’incontro.

L’ultima iniziativa è stata l’abolizione del segreto pontificio sulle cause di abusi su minori, modifica le norme sui delitti più gravi alzando ai 18 anni il limite entro cui si considerano le immagini pedopornografiche, include la possibilità anche per i laici di fungere da avvocato o procuratore. Resta fermo, in un mondo in cui è sempre più sotto attacco, il segreto della confessione.

La norma è stata stabilita con due rescripti ex audientia Ss.Mi, vale a dire documenti firmati da Papa Francesco dopo una udienza, e con l’istruzione “Sulla riservatezza delle cause” che modifica il segreto pontificio e vengono introdotte modifiche alle Normae de Gravioribus Delictis riservati alla Congregazione della Dottrina della Fede, che già erano state modificate da Benedetto XVI nel 2010.

Papa Francesco ha anche firmato la Lettera Apostolica in forma di Motu ProprioSulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili” del 26 marzo 2019; la Legge 297 per lo Stato della Città del Vaticano del 26 marzo 2019; le Linee Guida per il Vicariato della Città del Vaticano del 26 marzo 2019; il Motu “Vos estis lux mundi” del 9 maggio 2019.

 Motu proprio, quest’ultimo, che ha due principali novità: impone l’obbligo di denuncia e protegge chi denuncia; e il controllo sulla leadership della Chiesa, un “segnale molto forte” perché nessuno nella Chiesa deve sentirsi al di sopra della legge

A queste iniziative, si è aggiunto un tavolo giuridico proprio per accompagnare ed assistere i dicasteri nell’applicazione del motu proprio Vos Estis Lux mundi.

Il tavolo è presieduto dall’arcivescovo Filippo Iannone, presidente del Pontificio Consiglio per i Tesi legislativi, ed è composto dai Rappresentanti della Segreteria di Stato e delle Congregazioni per la Dottrina della Fede, per le Chiese Orientali, per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, per il Clero, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

È attualmente allo studio anche la riforma del libro VI del Codice di Diritto Canonico, che riguarda appunto la parte penale, e che dovrebbe avere norme più precise di azione per i vescovi per affrontare alcuni casi.

 

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