Polonia, l’appello dei vescovi: “Il diritto alla vita non è questione di religione”

Una immagine della campagna per proteggere i bambini non nati della Conferenza Episcopale Polacca
Foto: Episkopat News / Pro Life Monthly
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Polonia, i vescovi sostengono il diritto alla vita, e pregano perché passi un progetto di legge in Parlamento che mira ad abolire la possibilità di aborto eugenetico. D’altro canto, nello stesso giorno nel Parlamento polacco c’è un progetto di legge che mira a liberalizzare ancora di più l’aborto.

“Chiediamo cordialmente ai fedeli di pregare per la protezione della vita dei bambini non nati”, esordisce una nota della Conferenza Episcopale Polacca, presieduta dall’arcivescovo Stanislaw Gadecki, che è anche vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee.

“Facciamo appello – scrive ancora la nota – a tutti i parlamentari affinché rispettino il diritto alla vita di ogni essere umano e adottino il disegno di legge ‘Stop all’aborto’.”

La legge Stop all’aborto è una iniziativa legislativa civica, ed è partita da lontano. Già nel 2011, la Fundacia Pro con l’appoggio dell’associazione civica Piotr Skarqa aveva raccolto 600 mila firme, portando una proposta di legge di iniziativa popolare al Seijm, la Camera bassa del Parlamento di Varsavia, che mirava alla cancellazione totale e senza eccezioni dall’ordinamento giuridico dell’interruzione volontaria di gravidanza.

Questo nuovo progetto di legge, che mira ad eliminare la possibilità di uccidere un bambino a causa del sospetto di invalidità o malattia, è stato firmato da 830 mila persone. La Conferenza Episcopale Polacca sottolinea di aver fin dall’inizio “sostenuto l’iniziativa” di abolire l’aborto eugenetico, considerandola “un passo importante verso la piena protezione della vita”.

Per questo, la Conferenza Episcopale Polacca ha chiesto ai fedeli di “pregare per la protezione della vita dei bambini non nati”, e ha fatto appello “a tutti i parlamentari perché rispettino il diritto alla vita di ogni essere umano e adottino il disegno di legge”, ricordando loro che “il diritto alla vita non è solo questione di religione o di filosofia, ma deriva dalla legge naturale e dalla dignità dell’uomo universalmente riconosciuta”.

I vescovi sottolineano che “invece di abortire, puoi sempre dare il tuo bambino in adozione”, e che “coloro che rispettano i diritti umani, e tra questi il primo è il diritto alla vita, non dovrebbero sostenere progetti legali contro la vita”.

I vescovi polacchi concludono ricordando le parole di San Giovanni Paolo II: “Una nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro”.

Sono due i progetti di legge oggi in discussione in Parlamento: uno che vuole ridurre e uno che vuole accrescere la protezione di una vita ancora non nata. Si discutono in queste ore, e si votano stanotte.

Il progetto di legge “progressista”, definito incostituzionale dal think tank Ordo Iuris, mira ad introdurre l’aborto su richiesta, ed è supportato da un massimo di 200 mila persone. Eppure è quello che ha avuto più risalto sui media.

Il progetto “Stop all’aborto” è invece forte di 830 mila firme di sostegno, e chiede il bando del cosiddetto aborto eugenetico. Entrambi saranno votati nel corso della notte.

Il comunicato della Conferenza Episcopale Polacca è l’ultima di una serie di iniziative dei vescovi del Paese.

Lo scorso 4 gennaio, a Varsavia, si è tenuta la conferenza per la protezione della vita non nata. In quell’occasione, l’arcivescovo Henryk Hoser, che presiede la Commissione di Esperti di Bioetica dell’Episcopato polacco, ha sottolineato l’importanza di prendersi cura di un bambino malato non solo a livello di famiglia, ma anche a livello sociale. “Se postuliamo la necessità di proibire l’aborto eugenetico, sottolineiamo allo stesso tempo che ci si deve curare del bambino malato sin dall’inizio.

Lo scorso 31 dicembre, giornata della Sacra Famiglia, la presidenza della Conferenza Episcopale Polacca ha pubblicato la lettera pastorale “Ama, non uccidere”. Nella lettera, i vescovi polacchi hanno ribadito la possibilità di dare il bambino in adozione, invece di abortirlo.

Anche Papa Francesco, nel suo discorso di inizio anno al corpo diplomatico, ha sottolineato l’importanza di difendere la vita dal suo concepimento. Parlando dei diritti umani, il Papa ha denunciato che, a settanta anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, questi sono violati anche da forme sottili di violenza come “i bambini innocenti, scartati ancora prima di nascere, non voluti, talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti”.

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