Polonia, verso il Natale. I presepi polacchi patrimonio dell’UNESCO

La perdonanza celestiniana non è la sola tradizione cattolica ad essere inclusa tra i patrimoni dell’Umanità. E tra questi ci sono anche i Presepi di Cracovia

La competizione dei presepi di Cracovia
Foto: pd
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È una tradizione che si rinnova dal XIII secolo, quella dei Presepi in Polonia, e che a Cracovia ha raggiunto un livello tale da diventare parte della storia e della cultura della popolazione. Per questo motivo, lo scorso anno, i presepi di Cracovia sono stati inclusi tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Non è raro trovare tradizioni cattoliche o cristiane tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO. Quest’anno, oltre alla perdonanza celestiniana, sono stati inclusi tra i patrimoni “intangibili” anche i canti bizantini. E l’arte di fare le croci è stato considerato, già nel 2003, un patrimonio UNESCO appannaggio del popolo lituano (con qualche sconfinamento in Lettonia) che proprio sulle croci ha costruito la sua identità. E, in effetti, durante il comunismo, la continua costruzione di croci a Siauliai, luogo poi visitato da Giovanni Paolo II, rappresentò per i lituani la rivendicazione della loro nazionalità.

Può invece sorprendere che ad essere dichiarati patrimonio dell’umanità siano i presepi di Cracovia. Perché in Polonia si è sviluppata una tale tradizione presepiale? In cosa consiste?

La tradizione di costruire presepi iniziò in Polonia alla fine del XIII secolo grazie ai missionari francescani che si stabilirono nel Paese. I primi presepi erano intorno ad un albero di Natale esposto nelle chiese, sotto il quale venivano poste figure fisse in adorazione del bambino. Quindi, cominciarono anche sacre rappresentazioni, ovvero Presepi viventi che avevano soprattutto uno scopo pedagogico. A Cracovia, in particolare, le sacre rappresentazioni furono costruite da muratori che erano in cerca di qualche guadagno extra. Ma poi il tutto si trasformò in una vera e propria forma di arte, con una competizione sui presepi (incastonati nei paesaggi polacchi) iniziata nel 1937 e che dura ancora oggi.

La tradizione del Presepe è diffusa in tutta la Polonia. Uno dei presepi più antichi, e non solo di Polonia, fu commissariato nel 1370 dalla principessa Elisabetta di Ungheria, sorella di re Casimiro il Grande, nel 1370. Raffigurava Gesù Bambino, la Vergine e Maria. Questo presepe sono oggi nella chiesa di Sant’Andrea a Cracovia.

Inizialmente, i primi Presepi erano sotto una tettoia, e poi hanno avuto forme architettoniche più elaborate, mentre venivano gradualmente introdotte delle figure in movimento.

Tra i Presepi mobili di Cracovia, presepi che, oltre alle realtà della Terra Santa, mostrano anche elementi del paesaggio nativo e degli abitanti nativi. I presepi polacchi, in particolare, sono parte di un fenomeno culturale complesso, in cui viene riflettuta non solo la storia, ma anche il presente del popolo polacco.

Particolari furono i presepi nelle chiese polacche durante la legge marziale, dove alcuni inserivano elementi patriottici e libertari all’interno.

Tra i presepi polacchi, va ricordato il presepe mobile di Wambierzyce, considerato il più grande e antico della Polonia. Secondo la tradizione, fu costruito nel XVIII secolo, ma non è resistito fino ai nostri giorni. Però fu costruito un altro presepe, che risale alla seconda metà del XX secolo. L’iniziatore di questo Presepe fu l’orologiaio Longin Wittig, che vi cominciò a lavorare a metà XIX secolo, ma poi il presepe fu completato in tappe successive, fino ad includere anche una apparizione di Nostra Signora di Lourdes.

Non ci sono solo i presepi di Cracovia. Uno dei più bei presepi in Polonia è il presepe del 1948 nella chiesa dei Padri Cappuccini a Varsavia. Fu costruito dai fratelli cappuccini Pius Jankowski e Konrad Wyczawski, che spostarono manualmente figure in legno - 50 figure alte da mezzo a un metro. La Sacra Famiglia rende omaggio ai personaggi biblici qui, così come ai personaggi importanti per la storia della Polonia e la storia della Chiesa, tra cui Mieszko I, Dąbrówka, St. Wojciech, Saint. Stanisław, bl. Wincenty Kadłubek, re Władysław Jagiełło, regina Jadwiga, re Jan III Sobieski. L'arredamento del presepe cambia ogni anno, in relazione agli eventi attuali nel paese e nel mondo. In tempi comunisti, gli accenti nazionali e di solidarietà apparvero in esso. Durante la legge marziale, la folla ha visitato il presepe nella chiesa dei cappuccini.

Anche il presepe mobile situato nella chiesa redentorista di Tuchów merita attenzione. Fondato nel 1975, il suo creatore è padre Kazimierz Zymuła. L'intera struttura è composta da 360 elementi. Gesù Bambino, sopraffatto da Maria e Giuseppe, preoccupato, è pagato non solo ai Tre Re, ma anche da monarchi polacchi, cavalieri, nobili, abitanti di varie regioni della Polonia, il Primate del Millennio e Giovanni Paolo II. Puoi anche ammirare il fabbro, il taglialegna, il pescatore e il suonatore di campane che lavorano, così come i felici ospiti di nozze nei costumi di Cracovia. Il presepe è aperto tutto l'anno.

La tradizione dei presepi dei Norbertini risale agli inizi dell'ordine, ma il presepe delle sorelle Imbramowice è molto moderno - è stato realizzato secondo il concetto di suor Teresa Krawczyk. Il panorama del presepe è lungo 8 me largo 5, e il suo tema combina l'antica realtà di Israele dai tempi di Cristo con Norbertine, il contenuto regionale e patriottico. Intorno al presepe circa 60 figure, importanti santi polacchi e santi associati alla Piccola Polonia, tra cui Giovanni Paolo II, Massimiliano Kolbe, Sant. Faustina Kowalska. Ci sono anche personaggi vestiti con colorati costumi regionali. Lo sfondo è sia il Tempio di Gerusalemme e la città di Betlemme, sia il villaggio polacco con un cane Burku di fronte al cottage e i Monti Tatra con un fiume in miniatura e una cascata. Il presepe è stato sistemato in modo permanente nell'ex sala catechistica dal 2004.

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