Propaganda Fide, la Congregazione nata come dono dei Re Magi

Il 6 gennaio del 1622 il Papa Gregorio XV cambiò lo stile della missione della Chiesa

Un dettaglio della Cappella dei Magi nel palazzo di Propganda Fide
Foto: walksinrome.com
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Era il 6 gennaio del 1622 quando Papa Gregorio XV fece nascere una congregazione specialissima dedicata alla diffusione del Vangelo tra i pagani e alla unità dei cristiani: Era la Sacra Congregazione “de Propaganda Fide”, il supremo organo di propagazione della fede.

Oggi si ricordano i 400 anni di questa realtà che però potrebbe avere ancora un cambiamento per volere di Papa Francesco. 

Nel 1622  era ancora vicina la grande riforma di Sisto V che nel 1588 riorganizzò la Curia romana fissando in 15 il numero delle Congregazioni cardinalizie permanenti, di cui nove deputate al governo della Chiesa e le sei restanti all'amministrazione dello Stato pontificio.

La prima riunione della nuova Congregazione fu tenuta a casa dell’allora Prefetto il cardinale Antonio Maria Sauli che morì l’anno successivo. 

Sauli, genovese di origine, era anche Decano del Sacro Collegio, esperto di diritto e volle subito, scrivere una lettera ai Nunzi Apostolici per comunicare la notizia della nascita della nuova Congregazione e per chiedere loro un rapporto sulla situazione della religione nei loro territori per comprendere meglio i mezzi opportuni per la diffusione della Fede.

I cardinali che preparano la Bolla “Inscrutabili divinae Providentiae arcano” con la quale Papa Gregorio XV il 22 giugno del 1622 istituì canonicamente la Congregazione erano i toscani Ottavio Bandini e Giovanni Millini e Roberto Ubaldini. Nel testo si spiega come partendo dalla salvezza del mondo operata da Dio mediante il sacrificio del suo unico figlio, fosse un dovere mettere tutti i mezzi, tutti gli sforzi, per portare le anime a Cristo.

Si trattava di un vero cambiamento. Non più missionari al seguito delle colonizzazioni e legate ai particolari interessi di diversi ordini religiosi, ma una missione legata alla volontà pontificia. Tanto che pochi anni dopo, nel 1627 Papa Urbano VIII fondò il Collegio Urbano di Propaganda Fide, per la formazione del clero secolare per le missioni, e la Tipografia Poliglotta, per stampare documenti e testi nelle diverse lingue dei popoli.

Oggi la Congregazione per la Evangelizzazione dei Popoli, conosciuta come di Propaganda Fide si occupa di un'adeguata distribuzione dei missionari, cura la formazione del clero secolare e dei catechisti e affida l'evangelizzazione dei territori di missione a istituti, società religiose o chiese particolari. Si tratta di 1.117 circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione, in Africa, Asia, America e Oceania. Si tratta di arcidiocesi, diocesi, abbazie territoriali, vicariati apostolici, prefetture apostoliche, missioni sui juris, prelature territoriali, amministrazioni apostoliche e ordinari militari.

La data della nascita della Congregazione, l’Epifania, motiva anche la intestazione della Cappella che si trova all’ingresso del Palazzo in Piazza di Spagna che ospita gli uffici di Propaganda Fide. 

La prima costruzione nel 1644 a pianta ovale, firmata Gian Lorenzo Bernini nel 1644. Ma evidentemente non era piaciuta tanto che, dopo solo tre anni, venne abbattuta e l’incarico di farne una più grande andò a Francesco Borromini che progetta anche il  prospetto dell’edificio. La attuale Cappella dei Re Magi è un semplice parallelepipedo che esalta la verticalità dello spazio rendendolo più maestoso con l’illusione di un volume più grande e allo stesso tempo armonico. I quadri nella cappella come l’Adorazione dei Magi di Giacinto Gimignani, sono gli stessi che erano previsti per la cappella del Bernini. 

Da qualche anno una parte del Palazzo e la Cappella sono visitabili nel percorso di visita del Museo Missionario che raccoglie anche la Collezione Borgia, lasciata dal Cardinale Stefano Borgia e comprendente una serie di antichità provenienti da tutte le missioni del mondo; la Collezione Cuarterón opere donate a Propaganda Fide per mano del missionario Carlos Cuarterón che descrivono i luoghi da lui esplorati; e la Collezione Giapponese, appartenente al Collegio San Pietro, che ritrae scene di vita reale nipponica.

 Il futuro della Congregazione è però ancora da scrivere. Nella bozza del testo della riforma della Curia cui sta lavorando Papa Francesco dall’inizio del suo pontificato nel 2013, si parla di un superministero missionario che unisca Propaganda fide e il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione. Potrebbe essere il dicastero più importante per il Papa, anche prima della Congregazione per la Dottrina della fede per la quale il Papa avrebbe in serbo drastici cambiamenti. 

La “Praedicate Evangelium” come dovrebbe chiamarsi il testo della Costituzione che sancisce la riforma, ha uno spiccato senso missionario. 

Sta di fatto che pochi giorni fa il Papa  ha affidato al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il coordinamento, da parte della Santa Sede, della preparazione dell’Anno Santo 2025 e il Presidente, l’arcivescovo Rino Fisichella, ha incontrato i Superiori della Segreteria di Stato, dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e della Segreteria per l’Economia. 

Ti potrebbe interessare