Responsabilità, rendere conto, trasparenza. Tutto pronto per il vertice sugli abusi

La conferenza stampa con l'Arcivescovo Scicluna e il Cardinale Cupich
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Il coraggio delle vittime ci ha aiutato a portare avanti questo progetto. Il Papa si è occupato anche dei dettagli. Ha chiesto ai vescovi di incontrare le vittime e portare nel cuore le loro sofferenze”. Lo ha detto il Cardinale Cupich, Arcivescovo di Chicago e Membro del comitato organizzativo  dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa” che si terrà in Vaticano, dal 21 al 24 febbraio.

“E’ importante - ha aggiunto il porporato - che si capisca che il Papa vuole indicare ai vescovi il fatto che devono assumersi la propria responsabilità. Bisogna indicare anche i passi concreti, perché si dovrà rendere conto di ciò che si fa. I vescovi devono capire quali sono le loro responsabilità e assumerle e questa occasione è per non creare malintesi”.

Noi - ha detto Monsignor Scicluna, Arcivescovo di Malta, Segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Membro del Comitato organizzativo - dobbiamo “parafrasare quello che ha detto il Papa a Panama. Ci sono 3 punti: ci riuniamo per esser consapevoli dell’importanza della prevenzione, ci deve essere consapevolezza della nostra responsabilità di pastori. Bisogna avere le informazioni che servono per andare avanti quando si torna nelle diocesi. E poi l’importanza della preghiera: abbiamo bisogno di aiuto. Il primo giorno sarà dedicato alla responsabilità, il secondo al rendere conto, il terzo alla trasparenza. Il Papa ha parlato in maniera chiara. Bisogna essere responsabili. Parlare per tre giorni è già di per sè importante”.

Il silenzio - ha proseguito l’Arcivescovo di Malta - non è accettabile, che sia omertà o negazione. Non è una soluzione. La risposta immediata può essere la negazione, è istinto… ma noi dobbiamo allontanarci da questo meccanismo. Il terzo giorno infatti si concentra sulla trasparenza per contrastare questo codice del silenzio. Quando parliamo di abusi è una questione importantissima e occorre la prudenza necessaria. Non riusciremo a risolvere tutti i problemi ma se ci dobbiamo concertare su una urgenza si condivideranno le buone pratiche per gestire le nuove situazioni. Non vogliamo sottostimare nulla”.

Padre Federico Lombardi nella sua qualità di Moderatore dell’Incontro ha illustrato le questioni più pratiche. “L’incontro si svolgerà da giovedi a domenica, 3 giorni nell’Aula nuova del Sinodo. Dalla sera di sabato ci si trasferisce in Sala Regia per la liturgia penitenziale e la Messa di domenica mattina con il discorso finale del Papa”. La giornata tipo prevede “preghiera iniziale, relazioni, lavori di gruppo, preghiera della sera. Nella prima mattinata vi sarà un video di testimonianza delle vittime, e l’introduzione del Papa che sarà molto breve. Alle 9.30 la relazione del cardinale Tagle. Alle 10.15 toccherà a monsignor Scicluna: tra le due relazioni ci sarà il tempo per le domande, circa 15 minuti, poi inizierà il primo lavoro di gruppo. I gruppi saranno 11. Si riprende alle 16, con la terza relazione del Cardinale Salazar Gomez, poi domande e risposte e lavoro di grippo. In conclusione in assemblea parleranno i relatori dei gruppi. Vi sarà la preghiera conclusiva con la testimonianza di una vittima”.

“Lo schema del secondo giorno - ha aggiunto Padre Lombardi - è uguale, ad eccezione del discorso del Papa e la trasmissione del video. La prima relazione sarà a cura del cardinale Gracias, la seconda del cardinale Cupich; nel pomeriggio parlerà la dottoressa Ghisoni. Il terzo giorno sarà la religiosa nigeriana Veronica Openibo a tenere la prima relazione, poi sarà la volta del cardinale Marx. La relazione pomeridiana sulla comunicazione sarà tenuta dalla giornalista Valentina Alazaraki”.

“La liturgia penitenziale - ha concluso Padre Lombardi - sarà presieduta dal Papa. L’omelia sarà invece tenuta dall’Arcivescovo ghanese Naameh. Alla liturgia sarà presente una vittima di abusi. La Messa sarà presieduta domenica alle 9,30 dal Papa e l’omelia sarà di Monsignor Coleridge, proveniente dall’Oceania. Il Pontefice terrà il discorso finale. I partecipanti saranno circa 190”.

Le informazioni saranno diffuse sul sito pbc2019.org. Sarà inoltre distribuito un digital press kit in inglese italiano e spagnolo. Qui saranno anche pubblicate le linee guida anti abusi delle diverse conferenze episcopali nazionali.

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