Riforma della Curia, finalmente una agenda

Papa Francesco e Consiglio dei Cardinali
Foto: dal sito www.korazym.org
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Un gruppo di lavoro per mettere a punto la riforma del compartimento media vaticani. La decisione di andare avanti verso la creazione di due super Congregazioni per snellire la struttura della Curia. E poi, la necessità di definire finalmente i termini di una nuova costituzione apostolica. Non sarà una cosa breve, ma il Consiglio dei Cardinali chiamati dal Papa ad assisterlo nel pensare una riforma della Curia si sono dati un metodo. Lo riferisce padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in un briefing con i giornalisti tenuto mercoledì 15 aprile.

Nell’incontro, è rientrata anche la questione della responsabilità dei vescovi sui casi di abuso. Una questione posta sul tavolo dal Cardinal Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, che è parte del Consiglio dei Cardinali e anche presidente della Pontificia Commissione dei Minori. Il cardinale ha incontrato domenica 13 aprile i membri del sottogruppo della commissione che si occupa delle relazioni con le vittime. I quali hanno fatto notare al Cardinale alcuni problemi, emersi anche con le proteste seguite alla nomina del padre Madrid Barros a vescovo di Osorno, in Cile. La nomina è stata contestata perché, quando era sacerdote, Madrid Barros non avrebbe denunciato gli abusi di padre Karadima, un sacerdote molto noto in Cile che fu trovato colpevole di abusi. Quello che aveva preoccupato i membri della sottocommissione era che in alcune dichiarazioni Barros sembrasse non essere cosciente della gravità degli abusi, e hanno voluto sincerarsi di mettere a punto con il Cardinal O’Malley una strategia per creare linee guida adeguate in modo che tutti i sacerdoti siano consapevoli della questione.

Altro dato di novità è stato rappresentato dal questione della comunicazione vaticana. Durante l’ultimo Consigli dei Cardinali, era stato presentato l’interim report del Comitato sulla Comunicazione guidato da Lord Christopher Patten. Il report – che ha tra le altre cose la proposta di una struttura editoriale centralizzata in comune per tutti i media vaticani – è stato  largamente condiviso, ed è dunque diventato un “final report,” una relazione finale. Come metterla in pratica? Il Consiglio dei Cardinali ha deciso che il Papa dovrà nominare un gruppo di lavoro, che sia in continuità con il precedente, ma che anche abbia anche degli esperti in grado di creare una struttura. 

Sono i due picchi di un Consiglio che, dalle parole di padre Lombardi, sembra essere stato soprattutto interlocutorio. Il Consiglio ha infatti – sottolinea un bollettino vaticano – “dedicato la maggior parte dei suoi lavori attinenti alla riforma della Curia a due aspetti: riflessioni sulla metodologia da seguire per i lavori nel corso del 2015 e del 2016 in modo da portare innanzi efficacemente il compito della preparazione della nuova Costituzione; rilettura degli interventi dei Cardinali dedicati alla riforma della Curia nel corso del recente Concistoro (oltre 60 interventi su questo tema con utili indicazioni e spunti sia per il proemio della Costituzione, sia per aspetti specifici della riforma).” 

Le prossime riunioni del Consiglio sono previste per: 8-10 giugno, 14-16 settembre e 10-12 dicembre 2015.

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