Scicluna: giusto processo, pubblicità e formazione del clero alla scuola di Benedetto XVI

L'arcivescovo Scicluna al Meeting sugli abusi
Foto: Vatican Media
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L’arcivescovo Scicluna ha ripercorso nella sua relazione, la seconda della prima giornata del Meeting vaticano sul tema degli abusi dei minori, il testo della lettera di Benedetto XVI ai cattolici di Irlanda del 2010.

Il segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede e vescovo di Malta ha presentato ai vescovi le norme che sono in vigore da 2010 per affrontare i casi di abuso e i procedimenti della Congregazione. Per Scicluna il modo di esercitare il ministero al servizio della giustizia è indice della fedeltà al Vangelo e della intenzione di difendere le vittime.

L’arcivescovo si è soffermato sulla necessità della pubblicità delle accuse, delle condanne ma anche delle dichiarazioni di innocenza per ristabilire il buon nome di sacerdoti ingiustamente accusati.

Scicluna ha chiesto ai vescovi di avere anche dei consulenti per affrontare le questioni delle vittime, degli accusati, dei colpevoli con maggiore energia.

La comunità ha detto deve essere continuamente aggiornata, e i risultati delle varie indagini vanno riferiti alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel processo il ruolo delle vittime appare limitato e su questo si può lavorare.

C’è poi una difficoltà quando il risultato del procedimento canonico è “dimssorio”, cioè quando non ci sono prove certe di colpevolezze. Accuse credibili ma non dimostrate. Il vescovo deve usare in qual caso la sua autorità.

Importante poi il rapporto con la giustizia civile, che deve essere rispettata anche affrontando le diversità di procedure e norme. La ratio della legge per la Chiesa è sempre a favore del bene comune anche se il reato è molto antico.

Scicluna ha parlato poi del diritto all’appello e del lavoro per la guarigione delle vittime, ma anche, seguendo Benedetto XVI del grande impegno della maggioranza dei membri del Clero che non deve essere oscurato dal tradimento di alcuni.

Nell’ultima parte l’arcivescovo maltese ha parlato della formazione degli aspiranti al sacerdozio.

Tema fondamentale per il quale ha rimandato anche alla recente “ Ratio fundamentali” del 2016 della Congregazione per il Clero, ricordando di promuovere una formazione permanente.

Da ultimo Scicluna ha ricordato la necessità per ogni vescovo di rendere immediatamente accessibili a tutti i protocolli di salvaguardia con linguaggio chiaro e immediatamente utilizzabili per la sicurezza dei giovani.

Infine una parte dedicata alla scelta dei vescovi diocesani. Il Vescovo deve anche essere attento alla vita morale dei sacerdoti.

 

 

 

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