Sinodo 2018, un Pontificio Consiglio per i giovani?

Il Papa esce dall'Aula del Sinodo
Foto: VG / ACI STAMPA
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È ancora Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero vaticano per la comunicazione, ad aprire il briefing odierno sui lavori sinodali presso la Sala Stampa Vaticana. “Il Sinodo si rivolge ai giovani di tutto il mondo – precisa Ruffini - parlare il loro linguaggio è inserirsi anche nei loro contesti;come quello di guerra, di poco lavoro, ognuno con le proprie esperienze, anche terribili come di droga, narcotrafficantin ecc. La Chiesa si rivolge anche a loro, come una Madre, essi anche sono la Chiesa e devono sapere che la Chiesa è anche la loro casa. Non sono oggetti, sono i protagonisti”. Durante la riunione sinodale è stata anche avanzata la proposta di un Pontificio Consiglio per i giovani.

A questo proposito il Prefetto annuncia che forse ci sarà un documento con sezioni diverse, proprio per tenere presente i problemi diversi rispetto al paese di provenienza.

“I giovani vanno ascoltati con il cuore del pastore, non deve essere atteggiamento clericale o ipocrita”, sottolinea ancora Ruffini elencando anche oggi i temi trattati nella riunione sinodale.

Ascolto, empatia e pietre scartate. Si possono riassumere in queste tre parole gli interventi di oggi.

Il tema della migrazione è molto presente negli interventi, da Oriente e Occidente.

Un altro tema trattato è stata la sfiducia dei giovani verso il mondo. Si è parlato anche di come i giovani si aspettano di essere ingaggiati nei discorsi sull’ecologia integrale. Per i giovani deve essere “un discorso mai relativista, ma misericordioso”.

“I giovani hanno bisogno di preghiera, di silenzio e la Chiesa deve pregare per i giovani”, racconta ancora Ruffini.

Poi con i Padre Sinodali si è parlato anche del sesso e della castità prematrimoniale. “E’ un tema che rischia di far sposare prima di una maturazione consapevole o rischia un allontanamento dalla Chiesa, perché per alcuni è impossibile vivere un rapporto di coppia senza rapporti intimi”, precisa Ruffini raccontando il Sinodo di oggi.

Monsignor Manuel Ochogavía Barahona, Padre Sinodale eletto dalla Conferenza Episcopale di Panamá, Vescovo di Colón-Kuna Yala commenta presso la Sala Stampa Vaticana: “Questo Sinodo ci permette di aprire una porta verso il dialogo effettivo con i giovani. Stiamo vivendo un momento molto particolare, è un momento gioioso, una riunione con clima di dialogo e incontro, un eccellente esercizio per continuare a lavorare”.

Anche l'Arcivescovo di Sydney Anthony Colin Fisher, Padre sinodale eletto dalla Conferenza Episcopale d’Australia, osserva: “Questo Sinodo per me è una sorta di completamento della Giornata Mondiale della Gioventù a Sidney, io porto questa mia esperienza al Sinodo, ma mi colpisce la grande varietà dei contesti da cui proveniamo. La mia Chiesa ha vissuto la crisi degli abusi sessuali, ci vergogniamo tantissimo. Tutte le questioni che trattiamo sono importantissime per i giovani. Mi ha colpito il realismo che caratterizza questo Sinodo, tutto ciò è stato individuato con empatia. I giovani saranno orgogliosi di noi, li abbiamo ascoltati”.

 

 

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