Sinodo, dal Medio Oriente la strada per una vera pace e un dialogo profondo

Le assemblee speciali per il Medio Oriente e per il Libano

Benedetto XVI con i giovani del Medio Oriente a Beirut nel 2012
Foto: AA
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Nella Ecclesia in Medio Oriente c’è la ricetta per una vera “primavera” della regione, c’è la condanna della “abilità manipolatrice di certuni” che insieme alla “comprensione insufficiente della religione” sono alla base del fondamentalismo. Gli “antidoti” sono la famiglia, l’educazione dei bambini e dei giovani, il rispetto del ruolo della donna, aspetto non indifferente in una società fortemente maschilista e patriarcale, la formazione catechetica e religiosa in genere.

Il testo è il frutto della Assemblea che dal 10 al 24 ottobre 2010 ed è stato Papa Benedetto XVI a consegnare il documento nel suo viaggio in Libano nel 2012.

Una guida per avanzare nelle vie multiformi e complesse dove Cristo vi precede”. Così Benedetto XVI definisce l’esortazione post-sinodale Ecclesia in Medioriente, che consegna ufficialmente alla Chiesa mediorientale invitando tutti a porsi sotto la “via scomoda” della sequela di Cristo : vivere in comunione, promuovere la comunità, formare i giovani, promuovere una cultura della pace. l’Esortazione ricorda che la presenza dei cristiani in Medio Oriente non è casuale, ma storica e che essi hanno contribuito alla formazione della cultura locale.

Benedetto XVI si sofferma su due nuove realtà: la laicità e il fondamentalismo. In forma estrema, la laicità diventa secolarismo e pretende di negare ai cittadini l’espressione pubblica della religione, lasciando allo Stato il monopolio assoluto nel settore. E l’evangelizzazione è una missione essenziale della Chiesa e anche i cattolici del Medio Oriente devono rinnovare il loro spirito missionario, sfida quanto mai urgente in un contesto multiculturale e pluri-religioso.

In pratica i cristiani non chiedono privilegi, ma vogliono essere cittadini con uguali diritti e doveri rispetto agli altri abitanti dei rispettivi Stati, disposti ad offrire il proprio contributo nella costruzione di un mondo migliore, più pacificato e più giusto.

La pace è l’ammirazione che il Papa prova per il coraggio dei giovano siriani che sono venuto ad ascoltarlo: “Dite a casa vostra, ai familiari e agli amici, che il Papa non vi dimentica. Dite attorno a voi che il Papa è triste a causa delle vostre sofferenze e dei vostri lutti. Egli non dimentica la Siria nelle sue preghiere e nelle sue preoccupazioni. Non dimentica i mediorientali che soffrono".

La pace vera è quella che ha dato la forza a Benedetto XVI di essere in Libano senza mai aver avuto un dubbio, è quella che lo ha spinto a dire sulla pista dell’aeroporto al rientro da Beirut : “il vostro calore e il vostro cuore, che mi hanno dato il desiderio di ritornare. Ve ne ringrazio in modo particolare. Dio vi benedica per questo!”

Dal 26 novembre al 14 dicembre del 1995 si era già svolto un Sinodo speciale per il Libano: “Cristo è la nostra speranza: rinnovati dal suo Spirito, solidali, testimoniamo il suo amore”. Giovanni Paolo II lo aveva indetto a causa dei bisogni del tutto particolari della Chiesa in Libano, provocati dalla prolungata situazione di guerra durante l’udienza settimanale del 6 giugno 1991. I Lineamenta dell’Assemblea Speciale sono stati pubblicati il 13 marzo 1993. L’Esortazione Apostolica Post-sinodale, dal titolo Una speranza nuova per il Libano, fu promulgata il 10 maggio 1997 a Beirut durante una visita Papale per la fase celebrativa dell’Assemblea sinodale. In seguito, nel 1998 fu pubblicata una traduzione in arabo, preparata dall’Assemblea dei Patriarchi e Vescovi cattolici del Libano.

Il testo era amplio e comprende tutti gli aspetti della vita della Chiesa in Libano, famiglia, ruolo della donna, religiosi, laici e vita sociale, ma soprattutto una vera struttura di riforma della vita religiosa alla scuola del spiritualità orientale

“Questa Esortazione - concludeva Papa Giovanni Paolo II- vuole aiutarvi a camminare insieme sulla via. Abbiate a cuore di ravvivare in voi il senso della Chiesa, Corpo di Cristo e mistero di comunione. La missione ecclesiale in Libano presuppone l’impegno di tutti e la ferma volontà di valorizzare i carismi di ogni persona e le ricchezze spirituali di ogni comunità ecclesiale per un migliore servizio al nostro Maestro e Signore, Gesù Cristo, e alla sua Chiesa. Prendete coscienza della vostra missione comune: annunciare Cristo, Principe della Pace, la cui stella è sorta nella vostra regione, essere fermento di unità e di fraternità! Questo si realizzerà anche attraverso un permanente scambio di doni fra tutti, con particolare attenzione per i più poveri, cosa che costituisce un servizio costitutivo della Chiesa cattolica nei confronti di tutti”.

 

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