Suicidio assistito, la CEI: "No alla medicina che dà la morte"

Ieri la sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito

Il Consiglio permanente della CEI
Foto: CEI
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Si può e si deve respingere la tentazione, indotta anche da mutamenti legislativi, di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia”. E' il commento della Conferenza Episcopale Italiana - che usa una frase recente del Papa - alla sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito.

La Consulta ha ritenuto non punibile, a determinate condizioni, "chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli".

"I Vescovi italiani - si legge nella nota diffusa ieri sera - si ritrovano unanimi nel rilanciare queste parole di Papa Francesco. In questa luce esprimono il loro sconcerto e la loro distanza da quanto comunicato dalla Corte Costituzionale. La preoccupazione maggiore è relativa soprattutto alla spinta culturale implicita che può derivarne per i soggetti sofferenti a ritenere che chiedere di porre fine alla propria esistenza sia una scelta di dignità".

"I Vescovi - prosegue il comunicato - confermano e rilanciano l’impegno di prossimità e di accompagnamento della Chiesa nei confronti di tutti i malati. Si attendono che il passaggio parlamentare riconosca nel massimo grado possibile tali valori, anche tutelando gli operatori sanitari con la libertà di scelta".

Sul tema del suicidio assistito, recentemente, era tornato a ribadire pubblicamente il no della Chiesa italiana il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI

Nella sentenza emessa ieri sera la Corte Costituzionale ha specificato che si attende adess un "indispensabile intervento del legislatore".

Ti potrebbe interessare