Terra e cibo. Per capire la prossima enciclica (ma non troppo)

Terra e Cibo
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Sconfiggere la fame. Distribuire la terra in maniera giusta. Superare gli squilibri della terra. Sono le sfide contenute in “Terra e cibo” (Libreria Editrice Vaticana), l’ultimo documento licenziato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Un documento che aiuta anche a comprendere le sfide che saranno contenute nella prossima enciclica sull’ambiente che Papa Francesco dovrebbe pubblicare a giugno. Perché la prima bozza era stata presentata al Papa dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace a luglio del 2014. Ed era una bozza che comprendeva anche i temi della terra e della fame, oltre a una serie di contributi varissimi sul tema dell’ambiente.

Il libro è stato presentato giovedì 16 aprile, e in quell’occasione sono state delineate alcune delle sfide della Santa Sede in tema di cibo e terra. Sfide da affrontare in collaborazione con altri enti. Da poco è stata lanciata la Rete Ecclesiale per l’Amazzonia, tutta dedicata al problema della deforestazione amazzonica. Si tratta della prima rete in cui i Paesi sfruttatori sono chiamati non solo per dare finanziamenti, ma anche per partecipare al tavolo della discussione, secondo i principi della sussidiarietà. Ma anche secondo i principi di collaborazione con altri enti ecclesiali.

Presentando il libro, Adriana Opromolla, di Caritas Internationalis, ha messo in luce che in molti casi il lavoro delle Caritas e il lavoro dei dicasteri vaticani si vanno a toccare. Tra gli esempi, la campagna “Food for all” lanciata da Caritas Internationalis, per affrontare la piaga della fame nel mondo.

Una piaga che ha una storia lunga, e che nessuno dei documenti delle varie organizzazioni internazionali che si sono occupate del tema ha aiutato a superare. Lo stesso responsabile della comunicazione istituzionale della FAO, Mario Lubetkin, ha ricordato durante la presentazione le campagne dell’agenzia ONU, citando persino l’agenda 2015 lanciata negli Anni Ottanta. Secondo quella agenda, la fame nel mondo poteva essere sconfitta a partire dal 2015. Invece, sembra un obiettivo ancora lontano.

Secondo il vescovo Mario Toso di Faenza-Modigliana, già segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, senza “accesso al cibo non ci può essere pace nel mondo.” Ricorda che ci sono oltre 2 miliardi di persone nel mondo che hanno carenze nutrizionali, centinaia di milioni soffrono la mancanza di cibo.

Spiega il vescovo Toso che il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace “ha già affrontato in passato il problema dello sviluppo equo con la sua riflessione per una migliore distribuzione della terra, la sfida della riforma agraria.” Riflessioni che risalgono a documenti antichi del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, tra i primissimi al mondo ad affrontare il tema del “land grabbing,” l’appropriazione indebita di terre che avviene soprattutto nei Paesi del Terzo Mondo.

Era questo un tema presente anche all’incontro di Papa Francesco con i Movimenti Popolari. Molti di questi partecipano al World Social Forum, ma la realtà è che le loro problematiche sono legate non più solo allo sfruttamento del lavoro, ma anche allo sfruttamento della terra. Un tema che è stato presente in quell’incontro, e che probabilmente sarà inserito anche tra i temi della prossima enciclica.

Una enciclica che tutti vorranno usare per difendere le loro politiche ambientali. Raccontano di ditte di frigoriferi che hanno mandato presentazioni in Vaticano per chiedere di spiegare quanto il loro lavoro sia importante per l’impatto ambientale. E non c’è dubbio che molti di quelli che hanno sostenuto di aver partecipato alla stesura dell’enciclica hanno in realtà mandato contributi marginali. Ma la sollecitudine per la Chiesa è per il bene comune. Alla fine si tratterà di una riflessione generale, più snella della 200 e oltre pagine di contributi portate dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace al Papa, che toccherà vari temi, seguendo la sensibilità peculiare di Papa Francesco.

Ma qualcosa si può comprendere di questa enciclica mettendo insieme i vari documenti su temi ambientali pubblicati negli ultimi anni: la riflessione sulla la riforma del sistema finanziario e monetario internazionale (2011); l’acqua, quale elemento essenziale per la vita, non riducibile a mera merce (2012); la vocazione dei leaders d’impresa (2012); l’energia, dal punto di vista della giustizia e della pace (2013); la terra e il cibo (2015).

Sono testi che si completano e si tengono insieme. Perché in fondo tutto ha a che fare con la necessità di un controllo centrale, di una autorità mondiale che possa davvero sviluppare il bene comune.

Ti potrebbe interessare