Tutti gli appunti di Papa Luciani ai suoi discorsi da Papa raccolti in un libro

Collegialità episcopale ed ecumenismo le sue grandi passioni

L'udienza di Giovanni Paolo II appena eletto Papa con la stampa
Foto: www.fondazionevaticanagpi.va
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Per aprire un archivio di un pontefice ci vuole molto tempo. Sono appena stati aperti quelli di Pio XII e per arrivare a quelli di Giovanni Paolo I bisognerà aspettare. Ma intanto quello che è stato aperto e ordinato è quello privato di Albino Luciani composto dalle agende, dagli appunti, dalla corrispondenza, dai documenti relativi al Concilio Vaticano II, alla CEI, alla CET, ai Sinodi, agli stampati e dalle fotografie appartenenti ad Albino Luciani che coprono un arco cronologico ampio, dal 1929 fino al pontificato.

Qualche giorno fa una giornata di studio ha permesso di sfogliare quelle pagine che sono anche riordinate in un libro. Sergio Pagano Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano

Ha spiegato che dopo la sua elezione a Papa il 26 agosto 1978, Giovanni Paolo I fece trasferire in Vaticano il suo archivio e la sua biblioteca. Durante il suo breve pontificato solo una parte dei documenti fu tolto dagli imballaggi del trasloco. Con la sua morte, il 28 settembre dello stesso anno, e la successiva elezione di Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1978)le carte appartenenti all’archivio privato di Albino Luciani fecero ritorno, nei giorni seguenti il 19 ottobre, al palazzo patriarcale dove rimasero fino al 2001, quando vennero depositate presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia dove fu effettuata la prima ricognizione disposta dal vescovo di Belluno-Feltre nell’ambito della Causa dicanonizzazione di Giovanni Paolo I.

Nel 2020 il corpus documentale tornato in Vaticano, presso la Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, dove a partire da marzo 2021 è stato studiato e ordinato.  Discorsi e agende di Papa Luciani nel suo Magistero di vescovo di Roma.

E proprio dal primo messaggio, Dario Vitali traccia le linee di quello che poteva essere il Magistero di Luciani. Il discorso, che presenta i famosi sei “volumus”: “Propositum nostrum et rationem Pontificatus gerendi", dice Giovanni Paolo I, scandendo i sei

"vogliamo", nel solco tracciato dai suoi predecessori: continuare senza interruzione l'eredit à del Concilio Vaticano II;  custodire intatta nella vita dei sacerdoti e dei fedeli la grande disciplina della Chiesa; ricordare alla Chiesa intera che il suo primo dovere   l'evangelizzazione; continuare l'impegno ecumenico; proseguire con pazienza e fermezza in quel dialogo sereno e costruttivo anche con coloro che non condividono la nostra fede; favorire tutte le iniziative che possono tutelare e incrementare la pace.

Interessante la lettura di Davide Fiocco che parla della collegialità episcopale secondo Luciani che di questo parlò proprio al Vaticano II.

Dell’ecumenismo secondo Luciani si è occupato Mauro Velati che ricorda quel saluto al vescovo russo Nikodim, durante la drammatica udienza in cui quest’ultimo morì , Giovanni

Paolo I disse “di aver sempre seguito il movimento ecumenico con tutto il cuore”.

In effetti per lui fu una scoperta pastorale tarda, legata all’arrivo a Venezia, e tutto riporta alle sue idee sulla centralità dell’insegnamento della Chiesa sulla pace e la responsabilità della Chiesa nei confronti dello sviluppo di una “coscienza universalistica”.

Nella introduzione del libro Il Magistero Testi e documenti del Pontificato a cura della FONDAZIONE VATICANA GIOVANNI PAOLO I, Papa Francesco scrive: “Papa Luciani ha ripetuto che la cosa più urgente, più all’altezza dei tempi, dei nostri tempi, non era il prodotto di un suo pensiero o un suo progetto generoso, ma il semplice camminare nella fede degli Apostoli. La fede da lui ricevuta come un dono nella sua famiglia di operai ed emigranti, che conosceva la fatica della vita per portarsi a casa il pane. Gente che camminava sulla terra, non tra le nuvole. Faceva parte di questo dono anche l’umiltà. Il riconoscersi piccoli non per sforzo o per posa, ma per gratitudine. Perché  si può  essere resi umili solo nella gratitudine per aver provato la misericordia senza misura di Gesù e il Suo perdono”.

Il volume è la prima edizione critica di tutti gli interventi e i discorsi pronunciati da Papa

Luciani nel corso dei 34 giorni del suo pontificato frutto di un attento lavoro filologico condotto attraverso la sinossi completa degli interventi scritti e pronunciati e la trascrizione dell’agenda autografa e del block notes personale di papa Luciani usati durante il pontificato.

Nella prima parte del volume è  presentato il corpus dei testi e degli interventi originali del pontificato di Giovanni Paolo I, costituito in totale da 42 testi censiti, dei quali: 25 interventi pronunciati, 14 documenti scritti di varia natura e 3 testi che erano stati predisposti dal Papa per la pubblicazione e divulgati postumi con l’avallo della Segreteria di Stato. Emerge lo stile colloquiale e le aggiunte “a braccio”  con un riscontro di numerose e talora vistose divergenze ed omissioni tra le registrazioni audio dell’epoca e i testi a stampa ufficiali editi durante il suo pontificato e dopo la sua morte.

Nella seconda parte del volume vengono riprodotte e trascritte le pagine autografe dell’agenda personale e i fogli manoscritti del block notes usati da Giovanni Paolo I nel corso dei trentaquattro giorni del suo pontificato. L’agenda personale usata durante il pontificato è la stessa utilizzata anche a Venezia nel corso del 1977 e del 1978, e contiene vari appunti manoscritti su diverse tematiche. Il coordinamento editoriale, l’opera di riscontro delle fonti e l’apparato critico delle note sono a cura di Stefania Falasca, coordinatrice del Comitato scientifico. Al lavoro filologico ha collaborato Davide Fiocco. All’opera di trascrizione dei testi ha contribuito Pia Luciani, nipote di Giovanni Paolo I. La trascrizione e la revisione integrale dei testi è stata curata da Lina Petri, nipote di Giovanni Paolo I.

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