Ucraina, il Cardinale Parolin: "Tacciano le armi"

Il Segretario di Stato Vaticano, ha celebrato la Messa per la pace in Ucraina alla presenza del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede

Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Siamo qui per implorare la pace per l’Ucraina, ognuno di noi è chiamato a diventare artigiano di pace. Lo ha detto il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, nella Messa per la pace in Ucraina celebrata in San Pietro alla presenza del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede.

La pace è una caratteristica di Dio stesso. Se siamo qui a pregare per la pace – ha osservato il porporato - è perché siamo convinti che la preghiera non è mai inutile, può cambiare cuore e menti”.

“Ringraziamo il Corpo Diplomatico – ha aggiunto il Segretario di Stato - per aver voluto questo momento di preghiera. La grandezza di Dio è essenzialmente servizio, se dessimo ascolto all’invito del Signore tacerebbero le armi, anzi non si dovrebbero nemmeno costruire”.

“Il problema – ha detto ancora il Cardinale Parolin - non è solo politico ed economico, ma anche spirituale. Vogliamo lasciarci interpellare e fissare nel cuore le parole di Gesù che dice tra voi non sarà così. Il credente con la sua vita testimonia che la gloria di Dio non è opprimere, ma esattamente il contrario”.

Gesù ha detto che ci lascia la sua pace, “la pace – ha concluso il Segretario di Stato citando Papa Francesco - è la sua eredità e per questo il discepolo non perde mai la speranza, chi prega per la pace contribuisce a rendere la Terra più misericordiosa e più umana. Tacciano le armi, Dio sta con gli operatori di pace”.  

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