È stato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a rompere il muro della Santa Sede sulla situazione in Iran. In una presa di posizione non ufficiale, ma significativa, il cardinale ha notato che non si può massacrare il proprio stesso popolo, di fatto condannando la repressione iraniana contro le proteste. Ed è il massimo che ci si può aspettare dalla Santa Sede sul tema dell’Iran, se non altro perché le relazioni sono state buone, rafforzate da temi comuni come la difesa della famiglia e la lotta alla maternità surrogata, e portate avanti in maniera costante fino agli ultimi contatti di Papa Francesco con il presidente iraniano al Raisi, poi morto in un incidente di elicottero, e la telefonata dello stesso Parolin al neo-presidente Pesheznian, in un momento in cui l’Iran era ancora percepito come “ago della bilancia” del Medio Oriente.