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Ci ha lasciato Angelo Gugel, al fianco di tre Pontefici e in particolare di Giovanni Paolo II

Era arrivato in Vaticano nel 1955 come Gendarme dal Veneto

Angelo Gugel con Giovanni Paolo II |  | Tribuna di Treviso
Angelo Gugel con Giovanni Paolo II | Tribuna di Treviso
L'attentato del 1981 |  | pd
L'attentato del 1981 | pd

Noi di una certa età Angelo Gugel lo conoscevamo perché ci regalava i rosari con lo stemma del Papa durante le visite e i viaggi. Era un modo per evangelizzare.

Angelo era Assistente di Camera di Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, e per qualche tempo di Benedetto XVI, ci ha lasciato stanotte quasi 91 anni. La sua immagina più nota è quella del 1981 mentre sorregge Giovanni Paolo II appena colpito dalle pallottole.

Ma Angelo è stato molto di più. Arrivato a Roma dal Veneto, era nato a Miane in provincia di Treviso, tra le altre cose aveva lavorato con Filippo Magi negli scavi di Santa Maria Maggiore tra il 1966 e il 1971. Poi la scelta per essere al fianco dei Papi. Tra gli assistenti di camera come si dice, c'erano altri veneti che ne capirono subito il valore, di fedeltà e discrezione. Angelo sorrideva sempre con un fermezza che non lasciava spazio al caso.

Sposato con Maria Luisa, padre di quattro figli, era stato al fianco di Giovanni Paolo I per il cui processo di beatificazione è stato testimone.

In Vaticano era arrivato come Gendarme, ma era pronto a fare molto di più. Dopo Papa Luciani fu l'Angelo custode di Giovanni Paolo II. Non amava molto parlare dei momenti privati con il Pontefice, solo qualche aneddoto anni dopo la fine del servizio.

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A volte lo incontravo per strada intorno al Vaticano ed era sempre pronto a scambiare un saluto e due parole, ma da lui non usciva nessuna notizia, e questo lo rendeva ancora più speciale.

Quando prese servizio con Benedetto XVI fece il passaggio di consegne con Paolo Gabriele, ma non era convinto che fosse la persona adatta. Ma certo, dicevano tutti, perfetto come Angelo non c'è nessuno. Invece aveva visto già che ci sarebbero stati dei problemi che poi ci sono stati.

Da pensionato lo incontravo spesso con la moglie nella Parrocchia di Sant' Anna in Vaticano. Ricordo le cene estive sulla terrazza per la fine delle attività pastorali e il suo sguardo nostalgico verso le finestre dell' Appartamento Pontificio, come se rivivesse ogni momento delle giornate trascorse con i pontefici che aveva servito.

Una pagina di ricordi l'aveva affidata all' Osservatore Romano in occasione del centenario della nascita di san Giovanni Paolo II. La sua ultima figlia Carla è nata grazie alle preghiere del Papa polacco, quasi un miracolo.

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