Con anticipo sui ‘tempi conciliari’ il beato Allegra ha annunciato sempre ed in ogni luogo la Parola di Dio, si legge nella lettera del ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori: “E’ questo incontro che il beato Allegra ha promosso senza mai stancarsi, per avvicinare la Parola di Dio a quel popolo con il quale aveva scelto di vivere e con i mezzi di cui disponeva”.
Il suo amore per il popolo cinese e per la Parola di Dio lo porta a tradurre in cinese la Bibbia: “Nel 1930, appena ordinato sacerdote, Fra Gabriele Maria parte per la Cina con un sogno impossibile: tradurre l’intera Bibbia in cinese. Gli dicono che è folle; la lingua cinese non ha alfabeto ma ideogrammi, è ‘impossibile’ tradurre le Scritture. Impara il cinese in quattro mesi. Ma capisce subito che non è sufficiente conoscere la lingua; bisogna anche ‘pensare come un cinese’. Così inizia un cammino di 26 anni di immersione totale nella cultura cinese, sempre con la Bibbia in una mano e la preghiera nell’altra”.
Anche la ‘profezia francescana’ è stato utilizzata dal beato Allegra per annunciare la Parola di Dio ai cinesi: “La ‘Bibbia di Natale’ (così la chiamano) continua a portare a milioni di cinesi la Parola di Dio: secondo le sue parole, questa è ‘il tesoro affidatole da Cristo’…
Il suo metodo (silenzio, immersione culturale, tempo, comunità, umiltà) non è affatto superato, ma rappresenta una chiave per l’oggi digitale. Il beato Allegra ha tradotto la Parola senza tradire né la Scrittura né la cultura cinese; anche noi siamo chiamati a far risuonare la Parola di Dio anche nel mondo digitale di oggi”.
Per conoscere meglio il beato Allegra abbiamo intervistato la prof.ssa Raissa De Gruttola, ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia, chiedendo il motivo per cui andò in Cina: “Il beato Gabriele Maria Allegra si recò in Cina nel 1931, in risposta a una vocazione missionaria maturata da giovane e preparata durante gli anni di formazione”.
Perché tradusse la Bibbia in cinese?
“Venuto a conoscenza della mancanza di una versione completa e ufficiale della Bibbia cattolica in lingua cinese, decise di chiedere ai superiori di recarsi in Cina come missionario e con il compito specifico di dedicarsi alla traduzione delle Scritture”.
Con quale 'spirito' si mise in ascolto del popolo cinese?
“Il beato Allegra si mise in ascolto del popolo cinese con uno spirito caratterizzato da rigorosa umiltà intellettuale, rispetto per la tradizione locale e disponibilità all’apprendimento, dedicandosi allo studio sistematico della lingua e dei testi classici, nonché alla comprensione delle dinamiche religiose e culturali del contesto. Tale atteggiamento lo condusse alla preparazione del progetto di traduzione della Bibbia, con la convinzione che l’accesso diretto alla Sacra Scrittura costituisse un elemento imprescindibile per lo sviluppo di una comunità cristiana matura e realmente autoctona”.
Perché diede vita ad uno ‘Studio biblico’?
“Questo progetto di traduzione integrale della Bibbia in lingua cinese era inteso non come semplice operazione linguistica, ma come atto teologico ed ecclesiologico di primaria importanza, finalizzato a donare ai cristiani di lingua cinese le Scritture nella loro lingua. L’opera di traduzione, condotta direttamente dai testi originali ebraici e greci secondo criteri filologici rigorosi, fu lunga e meticolosa. Intrapreso individualmente nel 1935 con la traduzione dell’Antico Testamento, il progetto di traduzione conobbe una svolta importante il 2 agosto 1945, data di fondazione dello Studio Biblico Francescano Cinese.
Dopo aver ultimato la traduzione dell’Antico Testamento, infatti, p. Allegra, consapevole della complessità scientifica del lavoro e della necessità di garantirne continuità e autorevolezza, nonché della difficoltà della lingua cinese, decise di formare un gruppo di esperti per lavorare alla traduzione e all’apostolato biblico in Cina. Nel 1945 fondò lo ‘Studio Biblico’ a Pechino selezionando come primi membri cinque francescani cinesi che, già esperti in lingua e letteratura cinese, avrebbero studiato le lingue bibliche ed esegesi del testo sacro.
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Il gruppo si occupò della pubblicazione dell’Antico Testamento in otto volumi e poi alla traduzione e pubblicazione del Nuovo Testamento in 3 volumi. L’opera fu completa nel 1961, quando già lo Studio Biblico, concepito come centro stabile e duraturo di ricerca esegetica e traduttiva, era stato trasferito a Hong Kong (1948), dove tutt’oggi opera”.
Per quale motivo fu chiamata ‘Bibbia di Natale’?
“Per offrire ai cattolici di lingua cinese uno strumento più agile degli undici volumi pubblicati tra il 1945 e il 1961, il team dello Studio Biblico intraprese l’ulteriore progetto di lavorare a un volume unico della Bibbia. Il lungo lavoro di revisione ed adattamento delle note e delle appendici culminò nella pubblicazione della cosiddetta ‘Bibbia di Natale’, il 25 dicembre 1968, data significativa in quanto evocativa dell’incarnazione della Parola di Dio nella lingua e nella cultura cinese”.
A 50 anni dalla sua morte e dopo l’accordo provvisorio tra Santa Sede e Cina quale è l’attualità del beato Allegra?
“A 50 anni dalla sua morte, la figura del beato Allegra conserva una rilevante attualità: il suo approccio, fondato su competenza scientifica, pazienza storica e rispetto delle mediazioni culturali, offre ancora oggi un paradigma significativo per comprendere le possibilità di dialogo tra la Chiesa cattolica e la Cina, indicando una via che privilegia il lungo periodo, la conoscenza e l’ascolto reciproci e la centralità della Parola come spazio condiviso di incontro”.